Fiuggi, 21 giu. (Labitalia) – Dieci le proposte che la consigliera nazionale di parità, Alessandra Servidori, lancia al Festival del lavoro, in corso a Fiuggi, sulla conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di cura. "La famiglia in quanto tale – fa notare – è prestatrice d'opera (sostituendo di fatto il welfare nell'accudire il nucleo con il lavoro di cura) e deve diventare soggetto di riferimento nella definizione del welfare di sussidiarietà e quindi di servizi pubblici e privati". Da una ricerca effettuata dall'ufficio della consigliera nazionale di parità, risulta "una decrescita della richiesta di congedi di maternità obbligatori – sottolinea – ma vi è una maggiore incidenza percentuale di neomamme nel 2010-2011, rispetto alle altre coorti di lavoratrici e, tra l'altro, non chiedono neanche il congedo parentale". "Tale circostanza – spiega Alessandra Servidori – è anche causa di denatalità ed è in tal senso che bisogna agire, oltre a prevedere un sostegno per le donne che chiedono congedi per accudire gli anziani del nucleo. Bisogna applicare – sostiene – il sistema di bilateralità nelle aziende, per ampliare l'intervento e sostenere, oltre alla formazione, i congedi parentali e quindi il reddito del lavoratore-lavoratrice e verificare la possibilità di istituire un Fondo di solidarietà contrattuale e sussidiarietà tramite la contrattazione collettiva, finalizzato al sostegno al reddito del lavoratore-lavoratrice che si assenta per cura di familliari".Alessandra Servidori chiede anche di "detassare la conciliazione vita-lavoro attraverso il sistema applicato sugli accordi di produttività, attualmente soggetta a decontribuzione, considerandoli produttività perché flessibilità e dunque conciliazione, anche avvalendosi della raccolta di prassi dell'Osservatorio sulla contrattazione". Per la consigliera nazionale di parità, è necessario anche "ripristinare nel bilancio Inps, alla voce assegni familiari, l'utilizzo delle contribuzioni in attivo di un miliardo e dirottate sui bilanci in passivo previdenziale". "E? urgente capire concretamente – avverte – quanto spazio dà l'Europa al lavoro dei giovani e delle donne, argomento messo a margine dai temi dell'economia e della finanza. Teniamo conto che il tema della disoccupazione dei giovani in Europa (e delle giovani donne, dunque) interessa il Sud e l'Est (i paesi più deboli della comunità). E' determinante sapere come si utilizzeranno i fondi della Banca europea per investimenti a favore di piccole e medie imprese e innovazione. La staffetta intergenerazionale, per esempio, proposta dal ministro Giovannini, è un'ottima idea, ma costa moltissimo. Guardiamo agli esempi virtuosi come la Germania, dove il tasso di occupazione dei giovani e delle donne è quasi uguale a quello degli adulti". Alessandra Servidori propone anche "una banca di formatori esperti che aiutino i giovani e le donne a capire quali talenti hanno e quale indirizzo prendere, fondata su un efficiente sistema di servizi sussidiari che coinvolga pubblico e privato, agenzie di intermediazione, consulenti; così da costruire una banca di operatori polifunzionali del mercato del lavoro e dare vita agli sportelli del lavoro anche per donne". "Un passaggio importantissimo – ricorda – è sviluppare al meglio l'apprendistato, il tirocinio, l'alternanza, costringendo gli operatori del mercato del lavoro a studiare la norma, aggiornarsi e fare un salto di qualità di competenze. Perché la normativa italiana oggi è alla pari di altre normative internazionali. Bisogna sapere fare un buon piano di formazione, avere buoni tutor e maestre-maestri di mestiere che sappiano trasmettere le competenze"."Risolvere il problema dell'apprendistato di rango – precisa – significa apprezzare le norme. L'apprendistato non è burocrazia ma strumento privilegiato per fare un piano di formazione individuale e certificazione concreta del percorso di apprendimento. Con l'accordo di molti – auspica la consigliera nazionale di parità – si può sostenere il lavoro, l'impresa, la famiglia e lo sviluppo".