Home Nazionale Sanita’: dai ticket ai Lea, le riforme a rischio col governo in bilico

Sanita’: dai ticket ai Lea, le riforme a rischio col governo in bilico

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Roma, 6 set. (Adnkronos Salute) – Nuovi ticket da scongiurare, rete ospedaliera da riorganizzare. E ancora: prontuario dei farmaci da rivedere, costi standard da applicare, Lea da revisionare. Sono solo alcune delle tante riforme sul tavolo della sanità che rischiano di rimanere al palo in caso di caduta del governo Letta, alle prese con le fibrillazioni politiche all'interno della maggioranza legate al voto della Giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi, condannato in via definitiva nel processo Mediaset. Tra i provvedimenti della sanità che, in caso di caduta dell'esecutivo, rischiano di non vedere la luce ce n'è uno di fondamentale importanza, che racchiude al suo interno diversi capitoli: il Patto della Salute, una sorta di piano regolatore della sanità che coinvolge governo e Regioni che, dopo molti mesi di 'guerra fredda' hanno deciso – grazie proprio all'impegno del ministro Lorenzin – di riunirsi intorno ad un tavolo per cercare di stipulare finalmente questo accordo. Anzi, i tavoli aperti sono ben dieci, visto che poco prima della pausa estiva di Ferragosto è stato deciso di aprirne uno per ogni tematica, tra cui: Lea, edilizia sanitaria, Piani di rientro, rete ospedaliera, cure primarie, ticket. Proprio i ticket rischiano di diventare una 'patata bollente'. Il ministro della Salute ha più volte ribadito che i 2 miliardi di nuovi ticket – introdotti dall'ultimo Governo Berlusconi nell'estate 2011 e che, prima della sentenza della Corte Costituzionale che li ha cassati, sarebbero dovuti entrare in vigore l'anno prossimo – saranno coperti nella legge di stabilità. Le fibrillazioni politiche delle ultime ore rendono però meno granitica questa promessa. Un altro capitolo presente all'interno del Patto è la tanto attesa riforma dell'assistenza territoriale: ambulatori aperti h24 che nelle intenzioni dovrebbero fungere da freno al ricovero in ospedale. Una riforma, questa, che ne chiama un'altra: la ristrutturazione della rete ospedaliera, con la riconversione dei piccoli ospedali in poliambulatori specializzati o comunque in strutture più adeguate alle esigenze del territorio. Poi, sempre all'interno del Patto, si dovranno rivedere tra le altre, le regole sui piani di rientro, l'integrazione sociosanitaria, i rapporti Ssn-Università e la questione rovente – la direttiva Ue entra in vigore a ottobre – delle tariffe per la mobilità interregionale, ma soprattutto transfrontaliera. Un'altra riforma che da anni è ferma ai box – e che la caduta dell'esecutivo rischia di tenere nel cassetto – è la revisione dei livelli essenziali di assistenza, che risalgono al 2001. Un'eternità, considerato che in questi anni molto è cambiato. Alcuni esami diagnostici, ad esempio, sono ormai obsoleti e andrebbero cancellati a vantaggio di altri più innovativi e tecnologicamente all'avanguardia, che si potrebbero inserire. Una soluzione rapida è richiesta anche per sciogliere il nodo irrisolto del riparto 2013 del Fondo sanitario nazionale. Le regole sono quelle federaliste dei costi standard, ma se le cinque Regioni di riferimento sono ormai acquisite (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Umbria) la scelta delle tre benchamrk è stata rinviata all'autunno. Sempre che il governo superi indenne l'estate. Altra questione calda è poi la riforma degli Ordini professionali sanitari, con le proposte di legge che stanno per essere unificate al Senato e il disegno di legge del ministro Beatrice Lorenzin che deve fare il suo ingresso a brevissimo – con questo e altri temi – nel dibattito parlamentare. In attesa di risposte sono anche i medici che, oltre a fare i conti con il blocco dei contratti di lavoro della Pubblica amministrazione fino a tutto il 2014, si aspettano una risposta definitiva al rebus dell'obbligo assicurativo per i sanitari, la cui scadenza – prevista per metà agosto 2013 – è stata prorogata di un anno per consentire di trovare soluzioni idonee. Entro la fine del 2013 dovrà poi essere conclusa la trattativa tra Governo, industria, grossisti e farmacisti per la definizione del nuovo sistema di remunerazione della filiera del farmaco. I nuovi criteri dovevano essere già in vigore, ma di fronte allo stallo tra le parti Lorenzin ha concesso una proroga a fine anno.