Home Nazionale Sanità: medici prime sentinelle contro violenza su donne, serve formazione

Sanità: medici prime sentinelle contro violenza su donne, serve formazione

0

Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute) – I medici sono le prime sentinelle contro la violenza sulle donne. Possono infatti intercettare i segnali prima che si arrivi in questura o al pronto soccorso. Ma serve formazione. E soprattutto sono necessari gli strumenti 'pratici' – ai diversi livelli – per interrompere la catena degli abusi. Così Cristina Patrizi, medico di famiglia e responsabile formazione dell'Ordine dei medici di Roma, sintetizza i punti forti dell'incontro di studio 'Le ferite nascoste delle donne', organizzata dalla Commissione pari opportunità dell'Ordine professionale, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Con questa iniziativa, in corso fino alle 14, "abbiamo voluto – spiega Patrizi all'Adnkronos Salute – analizzare il fenomeno nelle sue diverse sfaccettature: l'epidemiologia, la diagnosi, i profili psicopatologici, psichiatrici e clinici ma anche le cause sociali, familiari del fenomeno. Con l'obiettivo di arrivare all'intercettazione precoce delle situazioni a rischio. E in questo il ruolo dei medici, in particolare quelli di famiglia e di pronto soccorso, è fondamentale". I campanelli d'allarme, infatti, ci sono. "Ma serve – aggiunge Patrizi – una adeguata formazione per riconoscere i 'sintomi' dell'abuso. I dati indicano che il 40% delle donne che arrivano in Pronto soccorso per violenze erano già state curate per lesioni dichiarate accidentali". Tutti segnali che possono essere colti da operatori preparati. "Noi vogliamo lavorare per intercettare il sommerso, prima che degeneri", sottolinea Patrizi. La missione di questa giornata , conclude il medico, è studiare il fenomeno, sotto tutti gli aspetti, e lavorare sulla prevenzione per interrompere la catena della violenza. Per farlo servono strumenti di intervento a diversi livelli. Come indicano anche le raccomandazioni di giugno dell'Oms sulla prevenzione della violenza alle donne. La soluzione migliore, oltre che un'identificazione precoce, è quindi l'approccio multidisciplinare. Dobbiamo poter contare su medico di famiglia, quello di emergenza, sportello sociale, sportello medico legale. Altrimenti la catena non si interrompe".