Home Nazionale Sanità: lo studio, 5 mld risparmiati in 1 anno con Centrale acquisti

Sanità: lo studio, 5 mld risparmiati in 1 anno con Centrale acquisti

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Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) – Circa 5 miliardi di euro: questa la somma risparmiata in un anno da Asl e ospedali per l'acquisto di beni e servizi in sanità grazie alle Centrali di acquisto. Ammonta a circa il 25% della spesa. E' quanto emerge da uno studio della Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere – in possesso dell'Adnkronos Salute – che ha preso in esame gli approvvigionamenti fatti tra il 2008 e il 2009 da alcune Centrali di Lombardia, Basilicata, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Campania. Gare da cui è emerso un risparmio consistente che è stato successivamente applicato alla spesa totale di beni e servizi a carico del Ssn.Un risultato di grande rilievo da prendere però con le molle, spiega la Fiaso: "Questo notevole risparmio potrebbe essere frutto di un boom iniziale. In un primo momento le imprese, pur di entrare nel mercato, hanno fissato prezzi molto competitivi, che hanno portato a un risparmio notevole". Una volta monopolizzato il mercato però, soprattutto le grandi multinazionali, avrebbero rialzato l'asticella. "Recentissimi rilievi, ancora parziali – spiegano fonti della Fiaso – stanno infatti dando risultati ben più contenuti: siamo nell'ordine di un risparmio del 7% sulla spesa totale. Circa 1,5 miliardi, altro che 5". Dallo studio della Fiaso, condotto in collaborazione con il Ceis di Tor Vergata, emerge che le Regioni con i maggiori importi relativi ad acquisti aggregati sono la Campania (2 miliardi e 282 milioni di euro), la Toscana (950 milioni), l'Emilia Romagna e il Veneto (753 milioni a base d?asta, 627 aggiudicati). Ad eccezion fatta per il Veneto, gli importi più consistenti trattati sono quelli delle Regioni che hanno un modello 'forte' di gestione degli acquisti: Toscana con 3 aree vaste, Emilia Romagna con un'Agenzia pubblica regionale e 3 aree vaste, e la Campania con una società per azioni pubblica. I risparmi delle procedure di acquisto centralizzate sono comunque evidenti e vanno dal 30% sui prezzi storici di acquisto della Lombardia, al 16,6% del Veneto calcolati però sulla base d'asta, al 45% risparmiato sui soli farmaci dall'Emilia Romagna, che vanta anche un -19% in media su tutti i prezzi di acquisto. Percentuali importanti, soprattutto se riferite a una spesa, quella per beni e servizi sanitari, che nel 2007 ha sfiorato complessivamente il tetto dei 20 miliardi di euro e che dal 2004 al 2007 ha fatto registrare un aumento del 33,8% con un tasso annuo di crescita superiore all'11%, evidenzia la Fiaso.Decisamente positive anche le ricadute in termini velocizzazione degli acquisti. Con le procedute centralizzate i tempi si sono ridotti del 30% in media. Tempistica che si riduce ulteriormente quando l'esperienza si consolida. Dalla ricerca della Fiaso è emerso inoltre che l'aggregazione della domanda rende più trasparenti le procedure d'acquisto "e questo in sanità – secondo la Federazione – non è un vantaggio da poco".L'indagine ha tuttavia messo in risalto anche gli aspetti critici della centralizzazione degli acquisti. "Il mondo della sanità – sottolinea la Fiaso – usa prodotti poco o per niente standardizzabili". Una considerazione che per i ricercatori rende sconsigliabile l'uso della centralizzazione degli acquisti per il settore delle tecnologie sanitarie particolarmente complesse, mentre per i prodotti a bassa complessità, come garze, cerotti, aghi e altro, i curatori dell'indagine suggeriscono comunque il coinvolgimento di un professionista sanitario.