Roma, 20 nov. (Adnkronos Salute) – L'aggiramento della normativa italiana; il superamento delle leggi sul riconoscimento delle lauree ottenute in Paesi comunitari ed extracomunitari; una palese discriminazione tra studenti, visto che i più abbienti hanno, di fatto, la possibilità di dribblare i test di ingresso: queste le accuse poste all'attenzione dei ministri dell'Istruzione, Università e Ricerca, della Salute e degli Affari Esteri, in un'interrogazione presentata da alcuni senatori Pdl, Ncd e Gal, relativamente al caso della convenzione stipulata tra l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università Nostra Signora del Buon Consiglio, con sede a Tirana, in Albania, per la realizzazione di corsi di laurea triennali in Medicina e Odontoiatria e protesi dentaria e per altre professioni sanitarie. Si tratta di corsi di laurea istituiti, sin dal 2005, con l'obiettivo di formare professionisti per l'Albania, al fine di aiutare un Paese in gravi difficoltà economiche e sociali e per fornire una formazione adeguata in discipline molto delicate, quali quelle inerenti le formazioni sanitarie. Questo però ha incentivato veri e propri viaggi della speranza di massa per gli studenti che non hanno superato i test di accesso alle facoltà italiane, tanto da ritrovarsi in code chilometriche per iscriversi all'università albanese, rileva in una nota la Cao (Commissione albo odontoiatri). "Ora cominciano ad arrivare ai nostri Ordini le richieste di iscrizione agli Albi da parte dei neolaureati, sia italiani sia albanesi, provenienti dalla sede di Tirana", spiega il presidente della Cao nazionale, Giuseppe Renzo. "Se verranno confermate le notizie appena pervenute, cento e più nuovi studenti frequenteranno il prossimo anno il corso di laurea in Odontoiatria a Tirana: presso quali strutture e con quali capacità formative?", si domanda Cao.