Roma, 13 dic. (Adnkronos Salute) – Rischia di essere un magro Natale quello dei 650 dipendenti dell'Idi-San Carlo di Roma. "Non ci sono soldi per lo stipendio di novembre e per le tredicesime. Ci troviamo di fronte lo spauracchio di un incubo che abbiamo già vissuto. Per questo siamo da ore sotto la Asl Roma E, per chiedere chiarezza. E domenica andremo in piazza San Pietro da Papa Francesco con qualche striscione: magari questo Papa buono ci ascolterà. Abbiamo lavorato duramente, insieme ai commissari, e speravamo di raccoglierne i frutti. Invece ci troviamo di nuovo in questa situazione. E oltre tutto a Natale". Lo spiega all'Adnkronos Salute Felice Biancone, delegato Cisl al San Carlo di Roma.Biancone insieme ai colleghi di Cgil e Uil è in attesa di un incontro con i responsabili Asl per cercare di fare chiarezza sulla vicenda ed evidenziare all'azienda sanitaria le pesanti difficoltà all'orizzonte per i lavoratori della struttura, e in particolare "per famiglie monoreddito o in cui entrambi i coniugi lavorano nella struttura". Già ieri l'Associazione nazionale medici istituti religiosi spedalieri (Anmirs) era intervenuta per dare voce "a 1.800 famiglie del Gruppo Idi sanità che – affermava l'associazione – rischiano di non poter far fronte alle esigenze primarie e alle necessità quotidiane proprio in prossimità del Natale". A chiudere i rubinetti degli stipendi dei dipendenti Idi sarebbe il 'nodo' del decreto regionale per la sicurezza sul lavoro. "Ci stiamo mettendo in regola, ma nell'attesa i soldi sono fermi", dice Biancone. Anche l'Anmirs segnala "la mancata risposta degli enti preposti, Regione Lazio e ministero dello Sviluppo Economico, alla raccomandata inviata dai Commissari straordinari il 4 dicembre 2013 e alla nuova lettera di due giorni fa che riporta anche il provvedimento del Tribunale Fallimentare di Roma, con il quale i Commissari vengono comunque dichiarati legittimati a richiedere all'Asl Rm/E di provvedere all'immediato pagamento dei crediti spettanti alla Provincia italiana Cfic, in relazione alle prestazioni rese presso l'ospedale S. Carlo".Ma il denaro non arriva. "E' vero – riprende il delegato Cisl – in questi mesi abbiamo lavorato moltissimo, insieme ai commissari, per risollevare le tre strutture. Un impegno i cui risultati si sono visti, dal momento che tutte le strutture del gruppo Idi nell'ultimo mese hanno ottenuto rimesse per 6,7 milioni. Un risultato raggiunto grazie all'impegno di tutti e nonostante alcune peripezie: siamo senza portantini e il loro lavoro lo fanno gli impiegati. Oltretutto con uno stipendio da mesi privo di straordinari e indennità, a causa della situazione passata. E ora insensibilità e burocrazia stanno mettendo a repentaglio l'enorme sforzo fatto in questi mesi da tutto il personale, medico e non, dai commissari e dal nuovo management". "Abbiamo lavorato a ritmi massacranti per rilanciare la struttura – continua – e ora ci ritroviamo in questa situazione. Abbiamo avuto un incontro con i commissari che ci hanno mostrato le carte con i solleciti inviati alla Asl. Ora vogliamo delle risposte". Biancone è scoraggiato. "Mi sembra di guardare un film già visto e che non mi piace. Ma non ci arrendiamo: lunedì siamo pronti ad andare in delegazione in Regione per farci sentire. E siamo disposti, come in passato, a coinvolgere il sindaco e il prefetto"."Bisogna sbloccare i fondi regionali perchè il lavoro è stato fatto, le prestazioni garantite. I lavoratori hanno messo tutto il loro impegno per salvare queste importanti strutture, i commissari hanno fatto la loro parte e anche i pazienti sono tornati. Dobbiamo fare in modo che non si allontanino, perchè altrimenti – conclude sconsolato – non li recupereremo più".