San Marino, 19 set. (Labitalia) – "Stiamo già lavorando alla bozza con le modifiche alla proposta di riforma tributaria. In particolare prevediamo di introdurre il ripristino di una no tax area, che premi i redditi più bassi, e siamo disposti a ragionare su una nuova curva di aliquote impositive, così come siamo disposti a puntare a un recupero di risorse attraverso un più efficace sistema di controlli". Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio (l'equivalente del nostro ministro) della Repubblica di San Marino, risponde così, con Labitalia, ai sindacati che hanno proclamato per martedì 24 lo sciopero generale nel Titano, proprio contro la riforma tributaria che sta per essere varata."Premesso che il provvedimento è solo alla prima lettura e sarà sicuramente modificato -spiega il Segretario di Stato sammarinese- siamo consapevoli che molto del carico fiscale si sposta sui dipendenti. Per questo stiamo lavorando a un nuovo sistema di accertamenti che possa consentirci maggiore recupero, anche attraverso controlli e dichiarazioni on line". Anche la Smac Card (la San Marino Card che dà diritto ai possessori di ottenere sconti sugli acquisti anche di carburante e di effettuare pagamenti utilizzando il credito accumulato come sconto riconosciuto sui precedenti acquisti) può essere utile. "Pensiamo a incentivarne l'uso come strumento di deducibilità fiscale e anche di tracciabilità", dice. Insomma, ci tiene a sottolineare l'esponente del governo di San Marino, "sulla riforma tributaria non ci sono blindature". "Certamente, bisognerà ragionare sul saldo: dalla fase fiscale dobbiamo recuperare circa 40 milioni di euro per arrivare al pareggio di bilancio. Nel frattempo però verranno anche eliminate tutte le tasse straordinarie che erano state introdotte: l'addizionale Igr, l'addizionale del 9% a carico dei frontalieri, la seconda tranche di una patrimoniale simile alla vostra Imu (ma più leggera)", sottolinea."Una riforma fiscale -spiega il segretario di Stato Felici- non si è più fatta a San Marino dal 1984 ed è ora necessaria, a fronte della volontà di mantenere lo Stato sociale a un livello alto. E per fare questo -conclude- ci muoviamo su tre pilastri: nuove politiche di sviluppo e di attrazione di investimenti, una profonda revisione della spesa pubblica, peraltro già iniziata, e infine appunto, l'incremento della capacità contributiva, attraverso una riforma fiscale".