Home Nazionale San Marino: sciopero generale martedì 24 per dire no a stangata fiscale

San Marino: sciopero generale martedì 24 per dire no a stangata fiscale

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San Marino, 19 set. (Labitalia) – No alla stangata fiscale. A sollevare gli scudi contro una proposta di riforma tributaria "che va a colpire i soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati", questa volta sono i sindacati della Repubblica di San Marino, che hanno proclamato uno sciopero generale dei circa 20.000 lavoratori della Repubblica (di cui 5.000 frontalieri) per martedì 24 settembre. A indire la protesta, le confederazioni sindacali della Repubblica riunite nella Centrale sindacale unitaria (Csu), cui aderiscono la Confederazione democratica dei lavoratori sammarinesi (Cdls) e la Confederazione sammarinese del lavoro (Csdl). "La proposta di riforma tributaria -spiega a Labitalia Giorgio Felici, segretario confederale della Cdls e responsabile dell'area mercato del lavoro- è già andata in prima lettura al Consiglio Grande (l'equivalente del nostro Parlamento, ndr). Ma per noi -avverte il sindacalista- si tratta di una misura assolutamente iniqua e ingiusta, soprattutto verso lavoratori e pensionati, che di fatto si vedono triplicare le trattenute fiscali in busta paga". Alla pari dell'Italia, anche il governo di San Marino ha avviato un piano di spending review per il contenimento della spesa pubblica: dall'intensificazione dei controlli sulle presenze del personale e sugli straordinari alla riduzione dei premi ai dirigenti. "Anche qui -aggiunge Felici- c'è la necessità di tagliare spese inutili e ridurre i costi della macchina amministrativa, ma questa proposta di riforma tributaria 'taglia le gambe' a lavoratori e pensionati e per noi è inaccettabile". Gli oneri che gravano sul lavoro di un sammarinese sono minori di quelli che gravano sulla busta paga di un lavoratore italiano. "In media sono il 30-35% in meno -dice Felici- ma il vero problema per le finanze pubbliche non è questo: è invece quella larghissima fetta di elusione ed evasione fiscale che interessa soprattutto il lavoro autonomo e i professionisti".Felici spiega che "la trasparenza fiscale che c'è tra Italia e San Marino in virtù della Convenzione firmata tra i due Stati sullo scambio di informazioni, e che ha abolito il 'segreto bancario', non esiste all'interno della stessa San Marino, per i cui abitanti il segreto bancario è ancora valido". "Per questo noi riteniamo assolutamente necessaria una riforma fiscale, ma non in questi termini", aggiunge.I sindacati chiedono al governo di San Marino sostanzialmente tre cose: "Intanto di abbassare le aliquote di imposizione di -illustra Felici- almeno due terzi rispetto a quelle indicate nella proposta. Poi, la determinazione di una 'no-tax area' per i lavoratori dipendenti e i pensionati pari ad almeno 12mila euro". E poi, aggiunge Felici, "chiediamo trasparenza nei controlli e l'abolizione del segreto bancario all'interno di San Marino". "Vogliamo che, con la riforma del fisco, vi sia la possibilità di andare a verificare tutti i redditi, compresi quelli degli autonomi e dei professionisti. La media dei redditi annui dichiarati di un lavoratore autonomo di San Marino -racconta l'esponente della Cdls- è di meno di 20 mila euro, quella di un professionista 25 mila, e quella di un commerciante non supera i 16 mila euro". Tra le proposte avanzate dalla Csu al governo, pure l'introduzione dell'obbligo dello scontrino fiscale o della fatturazione, anche utilizzando strumenti elettronici tipo la Smac Card – rendendo obbligatorio il suo utilizzo per tutti i soggetti giuridici, indipendentemente dalla applicabilità o meno degli sconti previsti – al fine di far emergere, e conseguentemente controllare, il volume d'affari.