Milano, 9 dic. (Adnkronos Salute) – Convertire i propri cittadini ai principi della dieta mediterranea. Questo l'intervento che i governi dovrebbero mettere al centro della lotta contro l''epidemia' di demenza, secondo un gruppo di medici firmatari di una lettera inviata al premier britannico David Cameron e al segretario alla Salute Jeremy Hunt, in vista del G8 sulle demenze in programma mercoledì 11 dicembre a Londra. La missiva è sottoscritta da 11 esperti del settore, da Gb, Francia, Usa, Italia e Grecia, e invita il mondo politico a incentivare una dieta ricca di verdura e povera di carne. L'appello dei camici bianchi ai governi degli 8 Paesi 'big' – riporta il Telegraph – è a puntare sugli stili di vita più che sui farmaci, e a investire di più per formare l'opinione pubblica, compresi i bambini, sui benefici di una dieta sana e di abitudini virtuose. Al momento non esistono infatti terapie efficaci per la demenza, ma l'effetto scudo di un'alimentazione corretta è "ampiamente ignorato", avvertono gli specialisti. "Non supereremo il peso crescente delle malattie croniche prescrivendo più pillole", ammonisce Assem Malhotra, cardiologo del Croydon University Hospital e tra i firmatari della lettera, che fa 'mea culpa' per l'intera categoria medica: è responsabile di aver dato "troppa enfasi ai farmaci – sostiene l'esperto – i cui benefici sono spesso ampiamente esagerati e 'alimentati' dalla potente industria farmaceutica, che naturalmente punta a estenderne l'uso per aumentare i propri guadagni". Secondo Malhotra, invece, sono "schiaccianti" le prove delle virtù della dieta mediterranea nella prevenzione delle patologie croniche che stanno affliggendo il mondo occidentale. Anche per il medico generalista Richard Hoffman, tra gli autori della missiva, "la dieta mediterranea è probabilmente il modo più efficace per contribuire alla prevenzione della demenza". Da una recente revisione degli studi in materia è emerso infatti, da 9 ricerche su 12, che chi segue i principi della dieta mediterranea ha migliori funzioni cognitive, tassi inferiori di declino e un minor rischio di Alzheimer.