Home Nazionale Salute: lo studio, giovani infertili più a rischio ossa fragili

Salute: lo studio, giovani infertili più a rischio ossa fragili

0

Roma, 29 nov. (Adnkronos Salute) – Un uomo su cinque ne soffre, ma solo pochi sanno di avere le ossa fragili. L'osteoporosi, considerata appannaggio del sesso femminile, rappresenta un problema di salute importante anche per l'uomo: gli uomini muoiono più delle donne in seguito a una frattura osteoporotica. E il pericolo riguarda anche i giovani, specie quelli che hanno problemi di fertilità. Il team di Carlo Foresta, endocrinologo dell'Università di Padova, in collaborazione con Alberto Ferlin, ha infatti individuato il meccanismo che porta alla carenza della vitamina D, e quindi all?osteoporosi nell'uomo.Sotto accusa la riduzione della 25 idrossi vitamina D, attivata a livello delle cellule testicolari, proprio quelle che producono anche il testosterone. Su questa base i ricercatori hanno documentato che nei giovani infertili per disturbi testicolari la riduzione della 25 idrossi vitamina D e l'osteoporosi sono presenti nel 50% dei casi. Lo studio viene presentato al VII Convegno di Medicina 'La lunga strada della longevità: la prevenzione e la salute', in corso a Lecce. "In generale – ricorda Foresta – l'incidenza dell'osteoporosi in entrambi i sessi aumenta con l?età ed è favorita da una ridotta attività fisica, da una dieta povera di calcio e da una carenza di vitamina D, uno degli ormoni più importanti nel mantenimento del normale funzionamento dell'osso. Abbiamo identificato proprio il meccanismo che porta alla carenza della vitamina D, e quindi all?osteoporosi, nell'uomo". Il gruppo di ricerca ha scoperto che, oltre alla produzione di testosterone, il testicolo è fondamentale per la formazione della forma biologicamente attiva della vitamina D. Questa, infatti, per poter svolgere il suo ruolo di protezione sull?osso deve essere 'attivata'. A oggi si sapeva che un passaggio fondamentale per attivare la vitamina D è quello epatico e renale. Ma i ricercatori padovani hanno dimostrato che almeno il 40% dell'attivazione della vitamina D nell'uomo avviene nel testicolo. Le cellule che possiedono l'enzima per l?attivazione sono le stesse che producono il testosterone."Questo è un risultato molto importante perché modifica sostanzialmente molti concetti di fisiologia e di patogenesi dell'osteoporosi dell?uomo", evidenzia Foresta. I ricercatori hanno dimostrato che in tutte le condizioni in cui il testicolo non funziona correttamente, l'attivazione della vitamina D non avviene in maniera sufficiente e questi soggetti hanno quindi molto spesso una riduzione della massa ossea e osteoporosi. Queste condizioni includono per esempio pazienti che hanno avuto tumori o traumi testicolari, quelli infertili e gli anziani. Questi risultati sono stati pubblicati su 'Lancet', 'Nature Reviews Endocrinology' e 'The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism'. "Questi studi hanno ripercussioni cliniche importanti per diagnosticare più precocemente alcune condizioni a rischio di osteoporosi e per intraprendere provvedimenti preventivi e terapeutici più adeguati", conclude l'esperto.