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Salute: Istat, da diabete a tumore 9 mln italiani con malattia cronica grave

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Roma, 24 dic. (Adnkronos Salute) – Dal diabete al tumore maligno, dalla bronchite cronica al Parkinson, dall'ictus all'Alzheimer: circa 9 milioni di italiani soffrono di una malattia cronica grave. E' la fotografia scattata da un'indagine condotta dall'Istat, e realizzata con il sostegno del ministero della Salute e delle Regioni. Le stime riguardano le condizioni di salute della popolazione, l'utilizzo delle principali prestazioni sanitarie e l'eventuale rinuncia, il livello di soddisfazione espresso dai cittadini per l'assistenza sanitaria. Nel 2012, circa 9 milioni di persone hanno dichiarato di soffrire di almeno una malattia cronica grave (14,8% dell'intera popolazione) e circa 8 milioni e mezzo hanno riferito problemi di multicronicità, indicando la presenza di 3 o più malattie croniche indipendentemente dalla gravità (pari al 13,9%). Tra i molto anziani (75 anni e più), quasi una persona su due dichiara di essere affetta da una patologia cronica grave o da tre o più malattie croniche. Le donne presentano per tutte le classi di età, superiori ai 14 anni, tassi di multicronicità più alti degli uomini, ma sono meno colpite da patologie gravi dopo i 50 anni.Nel secondo semestre del 2012 oltre i due terzi (66,9%) delle persone di 14 anni e più al quesito 'Come va in generale la sua salute?' ha riferito di stare "bene o molto bene", il 7,7% ha risposto con una valutazione negativa delle proprie condizioni di salute e il 25,4% ha dichiarato di stare "né bene né male". La quota di quanti si dichiarano in buona salute diminuisce sensibilmente con l'aumentare dell'età, raggiungendo il 24,3% tra gli 'over 75'. Tra le donne, le quote sono sempre più basse rispetto ai coetanei uomini e lo svantaggio nella buona salute peggiora intorno ai 50 anni. Il complementare divario di genere si osserva in relazione alla 'cattiva salute percepita': le donne che dichiarano di stare male o molto male sono complessivamente il 9,4% contro il 5,8% degli uomini, senza differenze rispetto al 2005. L'indagine conferma l'associazione tra livelli più bassi di scolarità e peggiori condizioni di salute. Complessivamente, tra le persone di 25 anni e più, si rilevano prevalenze intorno al 10% sia per la cronicità grave che per la multicronicità tra quanti hanno conseguito almeno un diploma di scuola superiore, a fronte di circa il 40% tra quanti invece hanno al massimo la licenza di scuola elementare. Anche tenendo sotto controllo l'effetto dell'età, il rischio di presenza di cronicità è quasi il doppio tra quanti hanno un basso titolo di studio. E ancora. Dichiara di stare male o molto male l'11,1% delle persone con risorse economiche familiari scarse o insufficienti contro il 5,3% di coloro che giudicano le proprie risorse ottime o adeguate. Più contenuta, ma comunque significativa, è la differenza per chi dichiara almeno una malattia cronica grave (le percentuali sono rispettivamente pari a 16,7% e 13,7%) e per chi è multicronico (16,0% e 12,3%). Nella popolazione anziana, rispetto al 2005, si accentua il divario tra i più abbienti e i meno abbienti.Gli anziani con risorse economiche ottime o adeguate che dichiarano di stare male o molto male nel 2012 sono il 14,8%, in diminuzione rispetto al 2005 (erano il 16,5%), mentre quelli economicamente svantaggiati sono il doppio (30,2%) e in aumento rispetto al 2005 (erano il 28,6%). Anche per gli anziani multicronici i divari continuano ad aumentare: la quota tra chi ha risorse scarse o insufficienti raggiunge il 49,2% nel 2012 (era il 45,7%), mentre tra chi non riferisce problemi economici è pari al 36,4%. Al Sud, la percentuale di popolazione che si dichiara in cattive condizioni di salute, passa dall'8,5% del 2005 al 9,8% del 2012. Aumenta inoltre al Sud la popolazione in condizioni di multicronicità (dal 13,2% al 15,5%). Gli anziani residenti nel Mezzogiorno rappresentano il gruppo di popolazione più vulnerabile, in particolare se hanno risorse economiche scarse o insufficienti. Al Sud, la popolazione anziana in situazione economica svantaggiata dichiara un cattivo stato di salute nel 35,9% dei casi (31,6% nel 2005), contro il 19,7% dei più abbienti. Nelle Isole la quota di anziani con ridotte disponibilità economiche che si dichiarano in cattive condizioni di salute raggiunge il 39,5%. Anche riguardo alla presenza di malattie croniche gravi è tra gli anziani del Sud in precarie condizioni economiche che si registrano le prevalenze più elevate: il 54,9% soffre di una qualche patologia grave, la quota sale al 58,5% tra i maschi.