Milano, 16 ago. (Adnkronos Salute) – Essere sommersi dai debiti rovina la salute, con danni non solo psicologici (stress, ansia e depressione), ma anche fisici. In particolare, anche nei più giovani l''effetto-debito' fa salire la pressione arteriosa, aumentando quindi il rischio di attacchi di cuore e ictus. Il monito arriva dai ricercatori della Northwestern University negli Usa, autori di uno studio pubblicato sulla rivista 'Social Science and Medicine', condotto analizzando dati relativi a 8.400 americani dai 24 ai 32 anni. "Oggi viviamo in una economia alimentata dal debito – osserva l'autrice principale della ricerca Elizabeth Sweet – Dagli anni '80, il debito delle famiglie americane è triplicato ed è importante capire le conseguenze che questo produce sulla salute". Precedenti studi hanno rilevato che il fatto di avere debiti si associa a condizioni psicologiche negative, ma questa è la prima volta che si valutano anche gli effetti fisici del dovere molti soldi a qualcuno". Il 20% dei partecipanti allo studio ha riferito debiti tanto alti che, anche dando fondo a tutti i beni a disposizione, non sarebbe possibile estinguerli. Dall'analisi risulta che, più grande è la sproporzione fra debiti e conto in banca, peggiori sono le condizioni di generali di salute percepite, e più alta la pressione arteriosa diastolica (la cosiddetta 'minima'). Dallo studio emerge che i giovani con più debiti presentano un aumento dell'1,3% della pressione minima: dal punto di vista clinico, un incremento significativo. Basti pensare che un aumento di 2 punti è associato a un +17% di rischio ipertensione e a un +15% delle probabilità di ictus. Confrontati con coloro che avevano debiti più 'leggeri', i giovani che li avevano più grandi riferivano inoltre livelli maggiori di stress (+11,7% rispetto alla media) e sintomi depressivi (+13,2%). "Non era scontato che avremmo riscontrato un'associazione tra debito e condizioni di salute fisica in persone tanto giovani", assicura Sweet. "Dobbiamo prendere atto di questa associazione e approfondirla", perché "il nostro studio – dice – rappresenta soltanto un primo sguardo a quelle che possono essere le conseguenze dei debiti sulla salute fisica".