Home Nazionale Salute: Adi, obesita’ fallimento politico, 10 ottobre ‘Obesity Day’

Salute: Adi, obesita’ fallimento politico, 10 ottobre ‘Obesity Day’

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Milano, 23 set. (Adnkronos Salute) – Basta colpevolizzare chi pesa troppo. "L'obesità non è un fallimento individuale, ma politico". Parola dei nutrizionisti dell'Adi, l'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, che promuove l'Obesity Day in programma il 10 ottobre. Quest'anno, annunciano gli esperti, tra gli obiettivi della Giornata nazionale dell'obesità c'è quello di "invitare a prendere atto del fatto che le responsabilità dell'aumento di questa patologia non sono da attribuire soltanto alla sfera individuale, ma specialmente a quella collettiva e politica". "L'obesità è ormai una patologia epidemica e gli interventi di prevenzione, fino ad ora – rileva l'Adi – si sono dimostrati inefficaci anche in Italia, perché basati sul paradigma della responsabilità personale. Il ruolo della responsabilità personale, che è centrale nel pensiero anglosassone, e sta prendendo piede nella nostra cultura, vede il successo come legato alla motivazione e al duro lavoro e l'insuccesso come un fallimento personale". Ma secondo gli specialisti dell'Associazione, "la genetica e la debolezza psicologica non possono spiegare, da sole, l'aumento dell'incidenza di obesità osservato negli ultimi anni". Per questo "è sbagliato considerare l'obesità come un fallimento individuale, come l'incapacità del singolo di gestire la grande quantità di scelte possibili, e quindi come una carenza di controllo degli impulsi. Eppure qualcuno è arrivato ad insinuare che i poveri, che normalmente sono più obesi, hanno meno autocontrollo. Uno studio che ha preso in esame 221 fonti giornalistiche, sanitarie e librarie ha trovato che due terzi citavano prevalentemente cause individuali, mentre meno di un terzo menzionava fattori strutturali". Limitarsi a 'puntare il dito' contro la predisposizione di una persona a ingrassare, e le abitudini che contribuiscono ad accumulare chili in eccesso, è secondo gli esperti dell'Adi una "semplificazione" da evitare. Come da evitare sono "gli errori di pianificazione sanitaria e sociale conseguenti", in particolare la "cacofonia' delle proposte politiche". Per cambiare approccio, "è importante studiare a fondo il comportamento alimentare della popolazione e averne quanto più possibile un'immagine critica a 360 gradi", raccomanda l'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. "E' innegabile – commenta Giuseppe Fatati, coordinatore dell'Obesity Day – che la società contemporanea fornisce un'ampia gamma di occasioni per consumare cibi e bevande. Si tratta di una forma di consumo facile che può condurre inavvertitamente al cosiddetto 'iperconsumo passivo', in cui i soggetti non si accorgono di mangiare prodotti ad alta densità energetica e in quantità eccessiva. Negli ultimi 50 anni tutto è cambiato. Soprattutto, si sono profondamente modificati i costumi e i comportamenti alimentari. Le eccedenze alimentari di alcuni prodotti hanno poi indotto strategie di marketing per aumentarne il consumo, con sofferenza di alcuni comparti quali cereali, frutta e vegetali. Il rapido evolversi in senso negativo della situazione richiede soluzioni e interventi strutturali innovativi. L'Obesity Day è una proposta pratica ad alta resa".