Bruxelles, 3 set. (Labitalia) – "Siamo preoccupati perchè le decisioni che potrebbero essere adottate potrebbero essere troppo forti". Così Carlo Sacchetto, direttore dell'Associazione professionale trasformatori tabacchi italiani (Apti) commenta, con Labitalia, la direttiva Ue in materia di tabacco che sarà discussa e votata il 9 e 10 settembre a Bruxelles. "Se da una parte -chiarisce- siamo a favore ai divieti per evitare, ad esempio, la tossicità del prodotto, dall'altra non possiamo non pensare al divieto di utilizzo di ingredienti nella manifattura di sigarette"."Tale divieto -fa notare Sacchetto- andrebbe a penalizzare la filiera del tabacco europea, in particolare quella italiana e, paradossalmente, il consumatore ne uscirebbe svantaggiato"."A Caserta -ricorda- dove viene prodotta la qualità del tabacco Burley viene essiccata tradizionalmente all'aria e ha quindi bisogno degli ingredienti per reintegrare zuccheri e aromi, mentre altri tipi di tabacco sono essiccati al forno in maniera molto rapida, e quindi non hanno queste necessità". Il divieto degli ingredienti quindi, secondo Sacchetto, provocherebbe "la perdita della produzione di 25-20 milioni di chili di tabacco in Italia e anche la fine di decine di migliaia di posti di lavoro nel nostro Paese. Tutto questo senza avere effetti sul consumo di sigarette perché il consumatore si sposterebbe da una qualità di tabacco all'altra".