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Ridurre gli sprechi per mantenere in vita Ssn

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Roma, 12 apr. – (Adnkronos) – Ridurre gli sprechi e puntare alla sostenibilità. E' questa la ricetta giusta per mantenere in vita la Sanità pubblica. Ne è convinta la Fondazione Gimbe che ha lanciato la fase operativa del progetto 'Salviamo il Nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn)' che ha l'obiettivo di coinvolgere tutte le categorie di stakeholders per contribuire alla sostenibilità della sanità pubblica. Dal 2 maggio, grazie ad una piattaforma web, tutti gli stakeholders della sanità potranno offrire il proprio contributo per elaborare un Libro Bianco che sarà presentato il 14 marzo 2014 in occasione della nona conferenza nazionale Gimbe. La Fondazione Gimbe, ''negli anni ha maturato la consapevolezza che in condizioni di crisi economica tutte le attività produttive, oltre che con tagli, possono essere sostenute ottenendo migliori risultati dalle risorse investite'' spiega all'Adnkronos, Nino Cartabellotta, presidente della fondazione. Secondo Cartabellotta ''considerato che la politica è stata capace di effettuare solo tagli lineari, adesso spetta a tutti gli attori del Ssn identificare e ridurre quegli sprechi che fanno lievitare i costi dell'assistenza, senza produrre alcun beneficio per cittadini e pazienti''. Prima di affermare che i 25 miliardi di euro di tagli rischiano di compromettere la sostenibilità della Sanità pubblica, per Cartabellotta, ''è indispensabile identificare ed eliminare gli sprechi, allineando gli interessi divergenti e spesso conflittuali dei vari attori sull'unico vero obiettivo del Ssn: 'la promozione, il mantenimento e il recupero della salute della popolazione'. Riguardo all'equità sono molto più perplesso: la deriva delle autonomie regionali ha generato diseguaglianze difficilmente sanabili in tempi brevi, anche se lo Stato dovesse riprendere le redini in mano''. L'imperativo è ripartire dagli sprechi come: ''sovra e sotto-utilizzo di interventi diagnostico-terapeutici, inadeguato coordinamento dell'assistenza, tecnologie sanitarie acquistate a costi eccessivi, complessità amministrative, frodi e abusi. A ciascuna di queste categorie corrispondono responsabilità e soluzioni ben diverse. E' curioso constatare che, secondo recenti stime, questi sprechi 'consumano' circa il 20% della spesa sanitaria, che in Italia equivale a oltre 20 miliardi di euro all'anno, ovvero l'ammontare dei tagli previsti sino al 2015''. Quanto alle risposte che dovranno arrivare dal prossimo esecutivo, per il presidente della Fondazione Gimbe, "sono di fatto riconducibili a due risposte. Innanzitutto, 'ripensare' il Titolo V della Costituzione confermando che il nostro è un Ssn universalistico e solidale: oggi infatti, non è più tollerabile che la tutela della salute sia affidato al 'Patto' sempre più conflittuale tra Stato e Regioni e che i diritti dei cittadini contribuenti non siano eguali sul tutto il territorio nazionale". In secondo luogo, conclude, "confermare che il Ssn rimane finanziato in larga parte dalla fiscalità generale: se è vero che si ipotizza un nuovo modello di welfare che 'alleggerisca' la finanza pubblica dai costi della sanità, spianando la strada alla intermediazione dei privati, è bene che il nuovo esecutivo smentisca definitivamente questa sciagurata ipotesi. Altrimenti, metta in cantiere la modifica dei principi ispiratori del Ssn, intonandone definitivamente il requiem".

Articlolo scritto da: Adnkronos