Roma, 31 ott. (Adnkronos Salute) – Quasi il 30% dei grandi studi clinici registrati sul database americano ClinicalTrials.gov rimangono non pubblicati 5 anni dopo il loro completamento. Lo evidenzia una nuova analisi pubblicata su Bmj.com da esperti guidati da Christopher Jones della Rowan University in New Jersey e Tim Platts-Mills della University of North Carolina a Chapel Hill. Dalle loro osservazioni risulta inoltre che di questi studi non pubblicati, nel 78% dei casi non è disponibile alcun tipo di dato nemmeno su ClinicalTrials.gov, dopo una media di 60 mesi. Ciò significa che circa 250.000 persone sono state esposte ai rischi connessi con la partecipazione a sperimentazioni senza ottenere nemmeno i benefici sociali che derivano dal diffondere i risultati dello studio, fanno notare gli autori, che condannano questa situazione che viola "un obbligo etico che gli sperimentatori hanno verso i partecipanti allo studio". Gli esperti chiedono inoltre garanzie supplementari per "garantire la tempestiva diffusione pubblica dei dati".Effettuando una ricerca sulle banche dati di letteratura scientifica (PubMed, Google Scholar ed Embase), il team ha identificato 585 studi con almeno 500 partecipanti che erano stati registrati presso ClinicalTrials.gov e completati prima del gennaio 2009. Il tempo medio tra il completamento dello studio e l'analisi sulla letteratura finale (nel novembre 2012) è stato di 60 mesi. E' stato poi controllato se i risultati di questi fossero disponibili su ClinicalTrials.gov, come richiesto dalla legislazione statunitense. Dei 585 studi clinici registrati, 171 (il 29%) sono rimasti inediti. Inoltre, di 133 (il 78%) studi non erano disponibili risultati nemmeno sul database ClinicalTrials.gov.