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Rete imprese, capacità di resistenza è allo stremo

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Roma, 16 apr. (Labitalia) – "La capacità di resistenza delle imprese è allo stremo" e il decreto legge che sblocca il pagamento delle P.a. non contiene le soluzioni per salvare le aziende. Il provvedimento andrebbe riscritto ma, nell'attuale fase economica, conviene "salvaguardare l'impianto di base previsto dal decreto". E' quanto afferma il portavoce di Rete imprese Italia, Ivan Malavasi, nel corso delle audizioni sul decreto legge all'esame delle commissioni speciali di Camera e Senato.
Il provvedimento, sottolinea Rete imprese Italia, avrebbe dovuto dare "risposte certe" alle imprese, che invece "non arriveranno". "Avremmo preferito richiedere la totale ristesura del decreto" ma il ''senso di responsabilità", soprattutto in una fase economica e sociale quale quella attuale, "ci impone un atteggiamento di leale collaborazione".Sono numerose le critiche sul provvedimento, che arrivano dall'associazione. In particolare, Rete imprese Italia ritiene che le risorse stanziate dal decreto siano "insufficienti rispetto all'esigenza di pagare l'ammontare dei debiti accumulati", tuttavia si è "consapevoli" dei limiti della finanza pubblica. E' quindi "fondamentale che le risorse stanziate entrino quanto prima nel ciclo produttivo e che le risorse trasferite dalle regioni agli enti locali siano utilizzate esclusivamente per il pagamento dei debiti commerciali". Chi ha lavorato "deve essere pagato", dice Malavasi, che aggiunge: "Non possiamo illudere 4 milioni e mezzo di imprese".

Articlolo scritto da: Adnkronos