Home Nazionale Reggio Emilia: meno iscritti liste disoccupazione centri per impiego

Reggio Emilia: meno iscritti liste disoccupazione centri per impiego

0

Reggio Emilia, 6 set. (Labitalia) – "Siamo di fronte ad un'inversione di tendenza nel flusso crescente di iscrizioni alle liste di disoccupazione, anche se la situazione occupazionale rimane difficile". A dirlo il vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, Pierluigi Saccardi, commentando i dati 2013 sui centri per l'impiego. I dati rilevano, sul versante delle crisi aziendali, un rallentamento nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali che interessano le unità produttive e i lavoratori, anche se sussiste un aumento di situazioni di difficoltà nella ripresa dell'attività produttiva, soprattutto nei comparti trainanti dell'economia industriale provinciale, cioè il metalmeccanico, le costruzioni e la ceramica.Ci sono segnali positivi anche per la crescita dell'export, che costituisce un fattore di tenuta, purtroppo ancora non compensato dalle produzioni per gli ordinativi e i consumi interni.Nel dettaglio i centri per l'impiego della Provincia di Reggio Emilia registrano un numero di 28.780 iscritti, con un calo del 2% rispetto a marzo 2013, che ne vedeva 29.343; la percentuale più alta è rappresentata sempre dalle donne, che sono oltre il 56%, mentre gli stranieri rappresentano il 28,7% degli iscritti; quelli che mantengono l'iscrizione da oltre 12 mesi sono il 51,6%, con un incremento lieve ma costante; i giovani dai 20 ai 29 anni sono oltre il 16%, con un lieve calo rispetto ad un anno prima. Per ciò che concerne gli avviamenti al lavoro, si registra un numero di 44.363 unità, con una lieve prevalenza delle donne sugli uomini, dato analogo a quello del mese di giugno 2012, ma positivo di oltre 3.800 unità se si raffrontano gli avviamenti rispetto alle cessazioni. Infatti, a dicembre 2012, avevano un segno negativo (-2.670), cioè erano più coloro che terminavano la propria attività lavorativa rispetto a quelli che la iniziavano. Relativamente alla tipologia di avviamento, si rileva che le assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato costituiscono il 20% di tutti gli avviamenti, confermando la percentuale degli anni passati, mentre aumenta il lavoro part time, che passa dal 25 % di un anno prima, al 28%; aumentano le somministrazioni di lavoro (interinali), passando in un anno dal 15% al 17,7%, mentre si contrae la percentuale dei cocopro (dal 4,6% al 3,3%), e rimane abbastanza costante l'apprendistato, attorno a poco più del 3%.Rispetto al settore di attività non si registrano novità: quasi il 7% viene avviato in agricoltura, poco più del 28% nell'industria e quasi il 65% nei servizi, all'interno del quale spicca il dato di oltre il 17% di avviati nell'attività collegata all'istruzione