Roma, 17 dic. (Labitalia) – Dall'arte della cucina all'archiviazione di patrimoni digitale. Sono diversi i progetti che, in Italia, sono finalizzati al reinserimento lavorativo dei detenuti. E' il caso di 'Buoni dentro: tecniche di preparazione artigianale di pietanze tipiche umbre', che ha coinvolto complessivamente sessanta detenuti della casa circondariale di Perugia (30 uomini e 30 donne) in un corso di formazione professionale di 240 ore permettendo loro di acquisire un bagaglio di esperienze che potranno mettere a frutto nel mondo del lavoro. In Veneto c'è, invece, il progetto 'Esodo', che nelle province di Verona, Vicenza e Belluno cura percorsi giudiziari di inclusione socio-lavorativa per detenuti, ex detenuti e persone in esecuzione penale esterna. Negli ultimi 3 anni, il progetto 'Esodo' ha consentito l'avvio di 643 percorsi di inclusione lavorativa, modulati in base alla capacità e alla tenuta delle persone prese in carico. In particolare, 240 azioni di orientamento, 51 inserimenti in laboratori occupazionali, 239 tirocini presso cooperative, imprese, enti e 113 contratti di lavoro. Un altro esempio di reinserimento lavorativo dei detenuti è dato da 'Il muro di carta', progetto della fondazione Fincantieri che coinvolge alcuni detenuti della casa circondariale di La Spezia, regolarmente assunti dalla società Il Golfo srl. L'iniziativa prevede la digitalizzazione e l'archiviazione di una parte del fondo fotografico della Fincantieri. Nel carcere di Larino, invece, venti detenuti hanno avuto accesso a un programma sperimentale dell'Isfol, in collaborazione con il centro per l'impiego di Termoli e la Provincia di Campobasso, allo scopo proprio di valorizzare le proprie competenze in previsione di un loro reingresso nella società da uomini liberi. Sul fronte imprese gli investimenti sono incentivati dalla cosiddetta 'legge Smuraglia', provvedimento con cui lo Stato prevede agevolazioni economiche per le aziende e le cooperative che assumono lavoratori detenuti, promuovendo attività interne ed esterne agli istituti penitenziari.Le imprese possono usufruire, ad esempio, di una riduzione dei costi fissi di locazione, di riduzioni e agevolazioni contributive, fiscali ed economiche. In particolare, la legge prevede la riduzione dell'80% a favore dei datori di lavoro, relativamente alla retribuzione corrisposta ai detenuti e agli internati assunti a tempo determinato purché per un periodo non inferiore a 30 giorni. Inoltre, è previsto un credito d'imposta fino a 516,46 euro mensili proporzionalmente ridotto in base alle ore prestate. Agevolazioni che proseguono per ulteriori sei mesi successivi alla fine della detenzione.