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Prato: (Pirani), Uiltec andrà in Cina per parlare con sindacati

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Roma, 16 dic. (Labitalia) – "La Uiltec andrà in Cina per parlare coi sindacati cinesi". Così il segretario generale UIltec Paolo Pirani nei giorni scorsi ai microfoni di Radio Rai sulle vicende di Prato, ha annunciato un viaggio a Pechino e un incontro coi sindacati cinesi. "Occorre intensificare i rapporti con la comunità, per questo ho deciso di incontrare i sindacati cinesi per corresponsabilizzarli e cercare di trovare delle soluzioni per migliorare le condizioni di lavoro della popolazione cinese in Italia. Occore ripristinare la legalità, perché il nostro è un Paese democratico, che offre diritti, ma anche doveri e questo non può essere dimenticato". Il leader sindacale ha poi ricordato altre realtà simili: "Non possiamo limitarci a pensare che situazioni di evidente sfruttamento simile alla schiavitù siano presenti solo a Prato e solo nel settore tessile. Basterebbe andare al Porto industriale di Napoli per accorgersi che esistono molteplici realtà di questo tipo, oppure semplicemente ricordarsi della situazione di Rosarno in merito alla raccolta degli agrumi o in Campania a quella dei pomodori?.Pirani ha quindi auspicato un intervento duro e deciso da parte dello Stato: "La situazione di Prato può essere risolta solo con un intervento centrale deciso. L?amministrazione locale non deve essere lasciata sola e lo Stato deve intervenire duramente, se necessario chiudere tutte le fabbriche, ripristinare la legalità e dimostrare che non ci può essere connivenza di alcun tipo. Questo è l?unico modo per contrastare questo fenomeno". Sull?assenza dei sindacati: ?Il sindacato non ha sottovalutato il fenomeno, il sindacato purtroppo è rimasto ai margini e non riesce ad entrare in queste realtà, che sono difficili e chiuse. Ora però occorre un cambio di passo, il ripristino della legalità, perché se non c?è legalità, non ci sono dritti e non c?è sindacato. Anche per questo abbiamo deciso di intraprendere questo importante viaggio".