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Pediatria: Save the Children, Global Day of Action contro mortalità infantile

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Roma, 23 ott. (Adnkronos Salute) – Oltre 4 milioni di bambini in più potrebbero essere salvati se gli Stati si impegnassero a raggiungere soprattutto quelli più poveri. Lo documenta il nuovo rapporto di Save the Children 'Vite sul filo', diffuso nell'ambito della campagna globale 'Every One', che documenta i progressi compiuti dagli Stati nella lotta alla mortalità infantile per cause prevenibili e curabili. Campagna che prosegue con il numero solidale 45509 attivo fino al 3 novembre. E oggi si celebra in 67 Paesi il Global Day of Action contro la mortalità infantile, con 50.000 bambini che correranno delle maratone non competitive per dire basta alla morte di 6,6 milioni di coetanei ogni anno per cause prevenibili e curabili. Atleti famosi come il maratoneta Patrick Makau Musyoki e la star di Bollywood e testimonial di Save the Children Kunal Kapoor sono protagonisti di un video di sensibilizzazione.Il rapporto 'Vite sul filo' – riferisce una nota – prende in esame i 75 paesi nei quali si registra la quasi totalità delle morti infantile e materne, e non solo verifica se e in che misura stiano progredendo verso l'Obiettivo 4 del Millennio, ovvero la riduzione di 2/3 della mortalità infantile nel mondo, ma anche l'equità di tali progressi, cioè quali i gruppi sociali e le fasce di reddito interessate. I maggiori progressi si sono registrati in Niger, i più scarsi in Papua Nuova Guinea, Guinea Equatoriale, Haiti.Benché abbia poche risorse e carestie ricorrenti, dal 1990 a oggi il Niger ha ridotto di quasi due terzi il numero di morti infantili (entro i 5 anni) ed è in linea con il 4° Obiettivo del Millennio. Progressi notevoli dovuti al fatto che, a differenza di altre nazioni, il Niger è riuscito a raggiungere i bambini appartenenti a tutti i livelli sociali e in tutte le aree del paese, rurali e urbane. Per contro, altre nazioni come Bangladesh e Cambogia che hanno fatto grandi passi avanti nella tutela della salute infantile, rischiano di vedere uno stallo dei miglioramenti se non vengono aggredite le disuguaglianze che ancora esistono. "Stiamo compiendo progressi molto importanti nella lotta alla mortalità infantile, ma questi successi così evidenti mascherano a volte il fatto che i bambini poveri restano indietro o che addirittura la loro condizione sia peggiorata", commenta Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia. "I leader mondiali devono far sì che tutti i bambini, di qualsiasi provenienza sociale, abbiano pari opportunità di sopravvivere. Il Niger – spiega – guida la classifica di Save the Children grazie a una combinazione di fattori e scelte: cure sanitarie gratuite a donne incinta e bambini, avvio di programmi nutrizionali, accesso universale gratuito a cure di base di qualità. Benché dunque la mortalità infantile resta alta, il Niger è passato da 326 morti ogni mille nati vivi nel 1990, a 114 nel 2012".E progressi importanti si registrano anche Liberia, Rwanda, Indonesia, Madagascar, India e Cina che seguono il Niger nella classifica dei primi dieci. In fondo alla graduatoria invece Haiti, Papua Nuova Guinea e Guinea Equatoriale dove si registra una lenta e non uniforme diminuzione nei tassi di mortalità infantile e bassi livelli di investimenti in salute e nutrizione. Esistono comunque altri esempi significativi di iniziative promosse dai governi per combattere la mortalità infantile, come l?annuncio delle gratuità dell'assistenza medica alle donne pre e post gravidanza in Kenia, o il programma di sanità in Etiopia che dal 2004 ad oggi ha impiegato ben 40.000 operatori sanitari."In alcune aree del mondo le ineguaglianze stanno aumentando. In Africa sub sahariana, dove si concentra la metà delle morti infantili, pur a fronte di un generale progresso, il divario fra bambini ricchi e poveri è aumentato dal 1998 e il 2008 – sottolinea il direttore generale Save the Children Italia – E' necessario muoversi in tre direzioni: implementare piani nazionali per la salute che raggiungano ogni bambino, compresi i neonati; lanciare una campagna nazionale per ridurre la malnutrizione; aumentare la spesa pubblica per la salute. La mortalità infantile – conclude Neri – si può e si deve sconfiggere e la nostra generazione ha l?opportunità di vincere questa sfida".