Roma, 18 ott. (Adnkronos Salute) – Altro che semplice mal di pancia. Il rotavirus 'regala' ai piccoli pazienti crisi di vomito e diarrea che rischiano di disidratarli, con conseguenze anche gravi. Il microrganismo infetta praticamente tutti i piccoli entro i 5 anni di vita, essendo molto contagioso. "Ogni anno in Italia – spiega Francesco Vitale, ordinario di Igiene all'Università di Palermo – sono circa 125.000 gli episodi di gastroenterite che richiedono assistenza domiciliare, altrettanti quelli che necessitano di una visita ambulatoriale, mentre oltre 14.500 vengono ospedalizzati. A questi numeri si devono aggiungere le 52.000 visite in pronto soccorso l'anno. La durata della degenza varia da 4 a 7 giorni ed è più lunga per chi ha meno di 4 mesi". Questi dati, illustrati a Giardini Naxos (Me) in occasione del XLVI Congresso nazionale della società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), che hanno un evidente impatto sociale ed emotivo, nascondono anche importanti costi. "Nel nostro Paese – prosegue Vitale – l'infezione richiede oltre 54 milioni di euro all?anno di soli costi diretti, che superano i 100 milioni se si considerano anche i costi indiretti, dovuti alla perdita di giorni di lavoro dei genitori dei bambini ammalati. Tutto questo lungo elenco di dati e cifre riassume solo parzialmente i disagi fisici ed emotivi di una malattia che potrebbe essere prevenuta da un vaccino specifico". Ma pur essendo fortemente raccomandata dalle società pediatriche nazionali e internazionali, la vaccinazione antirotavirus non è offerta in maniera attiva e gratuita su tutto il territorio. Attualmente lo è in Sicilia, la prima regione ad introdurre la gratuità nel calendario vaccinale per tutti i nuovi nati, grazie a un lavoro sinergico tra sanità pubblica universitaria, territoriale ed istituzioni sanitarie regionali. L'esempio siciliano si va estendendo anche in altre parti di Italia come l'Asl di Lucca e in 3 Asl in Sardegna – Lanusei, Salluri e Oristano – mentre in Piemonte e in Puglia l'offerta gratuita è limitata al momento ai bambini a rischio. Vitale ha stimato, in uno studio pubblicato quest?anno sulla rivista scientifica 'Annali di Igiene', come grazie alla vaccinazione i casi di diarrea da rotavirus diminuirebbero di oltre il 70%, con conseguente abbattimento dei costi di patologia e risparmi notevoli per il Servizio Sanitario già dal secondo anno di vaccinazione. E nel resto d'Europa cosa succede? "In alcune nazioni – conferma Vitale – stiamo osservando un aumento dell'attenzione verso la gastroenterite da rotavirus. L?Austria è stato il primo Paese a implementare il programma di vaccinazione di massa. Analizzando i dati epidemiologici pre e post vaccinazione, in un anno si è assistito ad una riduzione del 76% delle ospedalizzazioni nei bambini tra i 12 e i 24 mesi. Lo stesso si è verificato in Belgio: anche in questo caso uno studio retrospettivo ha dimostrato la riduzione dell?80% di gastroenteriti da rotavirus nella fascia d?età 12 – 24 mesi. Le autorità inglesi, solitamente molto caute in tema di rimborsabilità, in questi giorni hanno dato il via libera all?immunizzazione gratuita". "Il prossimo anno – prosegue – dovrebbe toccare a Germania e Francia". Nello studio l'esperto ha valutato anche il rapporto costo-efficacia del vaccino. "In una coorte di 555.791 nati nel 2011 in Italia, sono stati 14.550 i bambini ricoverati nell?arco di un anno per un?infezione da rotavirus. Assumendo che il 90% dei nuovi nati riceva le due dosi del vaccino e ci sia un effetto di herd immunity, come si è riscontrato per esempio in Austria, la vaccinazione porterebbe a una riduzione del 71% dei casi di gastroenterite, vale a dire 176.804 casi in meno, e dell'86% di ospedalizzazioni (12.913 in meno). Non solo, il costo incrementale del vaccino, che nello studio è stato quantificato in oltre 32 milioni di euro, risulterebbe compensato dalla riduzione di quelli associati alla patologia ? ospedalizzazioni, visite d?emergenza ? con un risparmio alla fine superiore ai 14 milioni di euro".