Washington, 8 giu. (Adnkronos/Ign) – Il presidente americano Barack Obama ha ordinato ai suoi servizi d'intelligence di approntare una lista di potenziali obiettivi di cybertacchi che potrebbero essere condotti all'estero. Lo rivela il Guardian. Sul sito del quotidiano britannico vi è anche un link per poter leggere l'intero documento di 18 pagine dell'ordine del presidente, la Presidential Policy directive 20, emesso lo scorso ottobre. La direttiva presidenziale afferma che la Offensive Cyber Effects Operation (Oceo), come viene chiamata l'operazione, "può offrire capacità uniche e non convenzionali per portare avanti obiettivi nazionali americani nel mondo con poco o nessun avvertimento agli avversari o agli obiettivi, con effetti potenziali che vanno dal danno insidioso a grave".Il governo, si legge ancora, "identificherà i potenziali obiettivi di importanza nazionale nei casi in cui l'Oceo potrà offrire un bilancio favorevole fra efficacia e rischio rispetto ad altri strumenti". La direttiva prevede la possibilità di condurre cyberattacchi anche all'interno degli Stati Uniti, ma specifica che simili operazioni possono essere condotte solo in presenza di un ordine del presidente americano, salvo i casi di emergenza. L'amministrazione Obama aveva reso note alcune parti della direttiva in gennaio, senza però fare cenno alla lista. La notizia pubblicata dal Guardian rischia di mettere in imbarazzo il presidente americano, impegnato in un summit in California con il collega cinese Xi Jinping. Fra i temi centrali vi sono infatti le accuse americane alla Cina di cyberattacchi contro sistemi informatici militari ed economici statunitensi. La notizia, inoltre, arriva in pieno 'datagate'. E a proposito Google smentisce che il governo americano abbia accesso ai suoi server. "Non potremmo dirlo più chiaramente di così il governo non ha accesso ai server di Google, né direttamente né attraverso una 'porta di servizio' e nemmeno attraverso una cosiddetta drop box. Nemmeno abbiamo ricevuto ordini in bianco del genere descritto dai media", afferma David Drummond, capo dell'ufficio legale del motore di ricerca, dopo le informazioni apparse sulla stampa del programma Prism per la sorveglianza delle comunicazioni su Internet."E' sbagliato insinuare che sia diversamente -si legge ancora nella dichiarazione diffusa da Drummond- Forniamo dati degli utenti ai governi esclusivamente nel rispetto della legge. Il nostro team legale rivede ogni singola richiesta e spesso rifiuta di fornire i dati quando le richieste sono eccessivamente ampie o non seguono le procedure corrette. E siamo stati i primi ad essere il più trasparenti possibile sulle richieste di dati che ci fanno i governi."
Articlolo scritto da: Adnkronos