Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – Il Nobel per la Medicina assegnato oggi premia "una delle scoperte più importanti degli ultimi tempi" che apre la strada a molte possibilità di cura, "contro diverse malattie da quelle neurologiche come l'Alzheimer fino ai tumori". E' il commento di Clara Balsano direttore dell'Istituto di Biologia e Patologia molecolari del Cnr all'assegnazione del premio 2013 per la Medicina a James E. Rothman, Randy W. Schekman e Thomas C. Südhof. "Questi tre ricercatori – spiega l'esperta all'Adnkronos Salute – hanno lavorato sul ruolo delle vesciole cellulari nel trasportare proteine, quindi segnali, da una cellula all'altra. Tutti e tre si sono interessati ai 'colloqui' cellulari in particolare a livello del sistema nervoso centrale". Assolutamente giusto, quindi, premiare la scoperta "tra le più significative degli ultimi anni, che ci permetterà di fare grossi progressi, non solo per curare patologie come l'Alzheimer, la schizofrenia, l'autismo. Ma anche per contrastare le patologie che più affliggono i nostri tempi, ovvero le degenerazioni tumorali. Nelle neoplasie, infatti, il 'colloquio' tra le cellule – attraverso le vescicole, oggetto dello studio di Rothman, Schekman e Südhof – è fondamentale. Chiaramente perché ci sia un'applicabilità di queste scoperte che sono di base, ci vorrà del tempo ma saranno fortemente incisive". Sugli studi in questo campo, spiega la ricercatrice, "l'Italia fa sentire la sua voce. Siamo tra i 'grandi produttori' di conoscenza, anche in questo settore. E speriamo che arrivi presto anch e un Nobel per il nostro Paese", conclude Balsano.