Roma, 30 lug. (Labitalia) – Nasce l'Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro (Angcdl). Il presidente è Vincenzo Correro, Pietro Latella è il vicepresidente, Fabrizio Bontempo il segretario/tesoriere; fanno parte del consiglio direttivo in qualità di consiglieri: Gian Luca Cocco, Claudia Cordoni, Francesco Ferraioli, Saverio Nicco, Gianluigi Russo e Felice Tiberia. L'Associazione è stata presentata, a Roma, nel corso di un incontro con la dirigenza nazionale di categoria.Un'occasione in cui la neo-associazione ha presentato motivazioni e idee che ne hanno determinato la costituzione: valori come il consolidamento dei legami di amicizia e solidarietà tra giovani colleghi; il contatto con i praticanti iscritti ai rispettivi ordini provinciali; il favorire il confronto tra gli associati in merito alle problematiche di categoria, culturali e professionali; il proporsi quali portavoce delle istanze giovanili con le istituzioni di categoria. Sono 30 le associazioni provinciali aderenti al momento e altrettante sono in fase di costituzione. "L'Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro – spiega il presidente Correro – nasce dalla voglia di aggregazione e condivisione che abbiamo constatato al congresso straordinario di novembre 2012 a Roma. A partire da quell'occasione, in cui ci siamo conosciuti con tanti altri giovani colleghi, è cresciuta questa voglia che poi si è trasformata in consapevolezza. Consapevolezza di volere un organismo che ci rappresentasse tutti. Tutto si è concretizzato un mese fa, con la costituzione dell'Associazione: pensiamo che questo sia lo strumento giusto per dialogare con le istituzioni, per dare una mano alla categoria e per costruire il nostro futuro". "Oltre questo, penso che l'Associazione possa dare una grossa mano ai giovani colleghi che iniziano da poco la professione. E anche a tutti quei giovanissimi che ancora non hanno deciso la strada da percorrere e, magari, conoscendo realmente la professione tramite la nostra promozione della figura del consulente del lavoro, si appassionano, si iscrivono come praticanti e poi si abilitano", aggiunge."Le linee portanti della nostra attività – sottolinea il presidente – sono certamente condivisione, aggregazione, collaborazione, soprattutto con la classe dirigenziale e le istituzioni di categoria. E poi rifiutiamo ogni logica di poltrona. La nostra è un'associazione che nasce per la voglia di stare assieme e costruire; infatti, abbiamo voluto un criterio di rappresentanza che prescinde dal numero degli iscritti alle varie realtà territoriali. Ogni associazione provinciale, sia la più piccola che la più grande numericamente, ha un solo rappresentante nel coordinamento nazionale. E' un segnale chiaro che vogliamo dare. Non ci interessa far valere la logica dei numeri, ma la forza delle idee".E, assicura, con gli altri enti di categoria "i rapporti sono buoni e intendiamo continuare a mantenerli così perché pensiamo che la strada giusta da percorrere sia quella della collaborazione con gli altri organi di categoria: vogliamo avviare un dialogo, anche con dei tavoli di confronto tramite i quali discutere e formulare delle proposte". "L'Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro – precisa Correro – non farà attività sindacale. E lo abbiamo ribadito scrivendolo anche nel nostro Statuto. C'è l'organo preposto a fare attività sindacale, che è l'Ancl e che noi riconosciamo; anche perché parecchi di noi, me compreso, siamo iscritti al sindacato e diamo già il nostro contributo all'Ancl".Tra i primi progetti, annuncia il presidente, c'è quello di "consolidare i rapporti di collaborazione con gli altri organismi di categoria, rendendoli strutturali nonché ampliare la nostra base associativa che è già abbastanza ampia ma che vogliamo rendere partecipata il più possibile"."Dopo l'incontro di presentazione con la dirigenza nazionale – conclude – ho ricevuto non solo messaggi di vicinanza e incoraggiamento da tutt'Italia, ma anche richieste di informazioni su come costituirsi a livello territoriale. E tutta questa attenzione ci dà una grande responsabilità perché sappiamo che questo non è un punto di arrivo per tutti noi, ma solo l'inizio di un'attività molto impegnativa. Ma siamo tanti e dotati di molta buona volontà".