Roma, 28 nov (Adnkronos Salute) – Un girovita troppo abbondante mette a serio rischio la salute. Con oltre 94-95 cm nell'uomo e 80-82 cm nella donna si scatena un'infiammazione cronica di basso grado che, pur se invisibile a occhio nudo, attiva una serie di processi che aprono la strada al diabete e alle malattie cardiovascolari. L'infiammazione, infatti, processo biologico nato per proteggerci – grazie a una 'risposta forte' ad attacchi esterni come le infezioni e i traumi – può trasformarsi in un pericoloso nemico. E' il tema al centro di due appuntamenti, ieri a Roma (Cnr) e oggi Milano (San Raffaele Scientific Institute), su 'Inflammation, diabetes and atherosclerosis', coordinati da Enzo Bonora, docente di endocrinologia dell'università di Verona, e organizzate dalla Fondazione Sigma Tau con il patrocinio della Società italiana di diabetologia (Sid). Al centro degli incontri due 'Lectures' tenute da Stefan Kiechl del Dipartimento di Neurologia dell'università di Innsbruck, Austria, ricercatore che ha individuato l'infiammazione cronica come l'anello di congiunzione tra il diabete e le malattie cardiovascolari, e ha descritto il ruolo chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 svolto da RANKL, una proteina pro-infiammatoria in grado di attivare il fattore di trascrizione NF-kB, uno dei principali attori dell'infiammazione. Diabete, malattie cardiovascolari e tumori – spiegano gli esperti – hanno, quindi, un denominatore comune: l'infiammazione cronica che da tempo è sul banco degli imputati. Oggi, però, un filone di ricerca che vede impegnati scienziati europei e americani comincia a far luce sui meccanismi molecolari e apre la strada ad una possibile terapia mirata. Ovviamente – ricordano gli esperti – stile di vita salutare, attività fisica, sana alimentazione restano lo scudo più efficace contro questo 'fuoco' che da amico si trasforma in nemico.