Palermo, 7 giu. – (Adnkronos) – L'accusato attacca in aula il suo accusatore. Accade al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso (Palermo). Mario Mori dedica buona parte delle sue dichiarazioni spontanee proprio al colonnello Michele Riccio, il grande accusatore del generale Mori e del colonnello Obinu. Secondo Riccio nel 1995, il dichiarante Luigi Ilardo, poi ucciso nel 1996, avrebbe indicato agli inquirenti del Ros la possibilita' di fare arrestare l'allora latitante Bernardo Provenzano. Ma il suo superiore di allore, cioe' Mori, non avrebbe dato seguito all'indicazione del pentito. "Preliminarmente occorre rilevare che il pm Giuseppe Pignatone ha qui dichiarato che Riccio non gli parlo' mai di contrasti sorti con la dirigenza del Ros o che emergessero problemi nelle operazioni volte alla cattura del Provenzano – spiega Mori rendendo dichiarazioni – Il magistrato, nella sua relazione scritta, inoltrata al Procuratore Caselli e concernente i contenuti dell'incontro avuto l'1 novembre 1995 con Riccio, agli atti del processo e confermata in dibattimento, ha sostenuto di avere avuto solo un resoconto generico degli avvenimenti del giorno prima al bivio di Mezzojuso e, soprattutto, che Riccio gli parlo' di un incontro della fonte con Nicola Greco e non con Provenzano".
Articlolo scritto da: (Ter/Ct/Adnkronos)