Roma, 23 dic. (Labitalia) – "Tra crisi e spending review comunali, questo Natale non vede molte zampogne in giro, non solo per le strade delle grandi città, ma anche nelle feste dei paesi". Lo dice a Labitalia Sebastiano Battaglia, presidente dell'associazione culturale Zampognari Cardeto, zampognaro doc conosciuto anche all'estero, protagonista di diverse tesi di laurea e di manifestazioni regionali e nazionali. "E' rimasta la nostra passione -fa notare- e la voglia di andare avanti sempre e comunque. Con orgoglio, possiamo vantare ben 15 nuovi giovani suonatori di zampogna che contribuiscono ad arricchire e a far continuare la tradizione della nostra scuola che noi amiamo definire bottega"."Quest'anno -continua Battaglia- i Comuni hanno deciso di risparmiare e, quindi, di soldi se ne sono visti pochi. Quello che ci ha maggiormente e tristemente meravigliato, però, è stata l'organizzazione trovata dalle scuole"."Nella maggior parte degli istituti – avverte Battaglia – in cui abbiamo suonato, ci è stato richiesto un abbigliamento 'povero', vietandoci di suonare in giacca e cravatta. Ovviamente, non potevamo rifiutare un contratto, ma sicuramente abbiamo capito che le scuole hanno prestato maggiore attenzione alla scenografia, piuttosto che alla musica". "Comunque – ammette il presidente Battaglia – non ci possiamo lamentare. A Natale le occasioni sono per così dire solo religiose, negli altri periodi dell'anno si suona a feste, sagre, matrimoni. Per questo, sono sempre di più i giovani che chiedono di partecipare ai nostri corsi di formazione non solo di zampogna, ma anche di tamburello, organetto a due bassi, zampogna 'a paru' & 'a moderna', lira calabrese, fischiotto di castagno, armonica da bocca e danza aspromontana cardoledda"."Tutto l'anno – continua Sebastiano Battaglia – svolgiamo una regolare attività didattica e di animazione. Coinvolgiamo i musicisti e i ballerini più rinomati, nonché i costruttori dei vari strumenti e tutti gli appassionati, sia della città che delle varie vallate aspro montane, e anche dal Pollino e dalla Sicilia". "Il mestiere dello zampognaro – sottolinea – si impara da una persona anziana, non dentro un'aula, ma sentendo nel cuore la voce di una tradizione che viene tramandata da secoli. Per questo – rimarca Battaglia – non è importante l'abito con cui si suona, ma l'animo con cui si abbraccia lo strumento".