Roma, 10 ott. (Labitalia) – Riorganizzare l'intera rete dei servizi sociali regionali rendendoli piu' efficienti ed efficaci sotto il profilo della gestione, della programmazione e della spesa, con una maggiore attenzione ai bisogni delle persone piu' deboli sia dal punto di vista sociale che sanitario. E' questo l'obiettivo della proposta di legge approvata dalla giunta regionale del Lazio sul 'Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio'. Il Sistema regionale del welfare riformato garantirà un raccordo piu' forte tra gli interventi sociali e sanitari a livello di programmazione, organizzazione, erogazione e finanziamento. Finora, infatti, si è avuto un sostanziale scollamento tra sistema sociale e sanitario, con una cattiva qualità degli interventi e un conseguente spreco di risorse. La legge individua, oggi, nel distretto socio-sanitario l'ambito territoriale ottimale sia per la gestione associata dei servizi sociali sia per l'integrazione socio-sanitaria. Comuni e associati ed Asl dovranno adottare una specifica convenzione per l'integrazione socio-sanitaria. Il raggiungimento degli obiettivi di integrazione sarà un elemento fondamentale per la valutazione sia per i responsabili dei piani siciali di zona, sia per i direttori dei distretti sanitari. Inoltre la legge stabilisce il potenziamento della Conferenza locale per la sanità che verrà trasformata nella Conferenza sociale e sanitaria. La nuova legge ribalterà radicalmente anche i meccanismi finanziari della spesa sociale. I comuni, infatti, utilizzavano le risorse dei propri bilanci esclusivamente per i servizi singolarmente erogati ai loro cittadini, mentre i piani sociali di zona distrettuale venivano finanziati quasi interamente dalla regione per fornire soltanto servizi integrativi all'offerta comunale. Con la nuova legge i comuni dovranno destinare la maggior parte delle loro risorse al finanziamento dei piani di zona distrettuale e la Regione interverrà con fondi integrativi per riequilibrare e garantire servizi uniformi su tutto il territorio. Questo permetterà di razionalizzare la spesa e di ridistribuire in modo piu' efficiente le risorse con maggiori benefici per i cittadini. La riforma punta, inoltre, a definire un modello di welfare 'plurale', con un sistema di governo allargato, basato sulla gestione dei servizi in forma associata da parte dei comuni per migliorare la qualità degli interventi e della spesa. Fino ad oggi i servizi sociali nel Lazio sono stati gestiti soprattutto dal singolo comune, la nuova legge prevede la possibilità di mantenere a livello comunale soltanto quei sevizi che non hanno rilevanza sanitaria e che comportano una modesta complessità gestionale. Tutti gli interventi dovranno essere gestiti a livello associato dai comuni. Con la riforma del welfare sociale, presentata oggi nella sede della Regione Lazio dal presidente Nicola Zingaretti e dall'assessore alle Politiche sociali Rita Visini, il Lazio adotterà il Piano sociale regionale, che sarà lo strumento privilegiato della programmazione delle politiche sociali sul territorio. Per la stesura del Piano è previsto il coinvolgimento degli organismi del terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle Asl. La Regione avrà l'obbligo di verificare la coerenza dei Piani sociali di zona con il Piano regionale e il loro stato di attuazione. La legge prevede, inoltre, l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla povertà. Oggi una struttura simile esiste solo in forma sperimentale, attraverso un protocollo di intesa tra la Regione Lazio e la Comunità di Sant'Egidio. L'Osservatorio diventerà a tutti gli effetti un organismo della Regione e avrà il compito di analizzare il fenomeno della povertà nel Lazio e di elaborare politiche innovative di inclusione sociale. Sono previsti anche diversi strumenti per garantire la qualità degli interventi e dei servizi. L'adozione, per esempio, da parte dei comuni del distretto di una carta dei diritti di cittadinanza sociale, l'attuazione di processi di valutazione da parte dei cittadini e delle associazioni di tutela degli utenti e un monitoraggio periodico attraverso il Sistema informativo e dei servizi sociali e l'Anagrafe elettronica dei servizi sociali.