Home Nazionale L. stabilità: Confsal-Unsa, pubblico impiego bersaglio preferito classe politica

L. stabilità: Confsal-Unsa, pubblico impiego bersaglio preferito classe politica

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Roma, 15 ott. (Labitalia) – "Riteniamo inaccettabile, secondo quanto apprendiamo dalle notizie che circolano sulla legge di stabilità, la conferma del blocco dei contratti al 31 dicembre 2014 e addirittura alla riduzione dello straordinario. Anche in questa manovra, così come avvenuto negli ultimi anni, il pubblico impiego è il bersaglio preferito della classe politica di questo paese. Mi domando quando verrà il giorno in cui non verranno più pagati gli stipendi". Lo afferma Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa. "E' uno strano destino -incalza- quello dei dipendenti pubblici, poiché il loro datore di lavoro, lo Stato, li mortifica continuamente davanti all'opinione pubblica e li considera sempre un costo e non una risorsa. L'erogazione dei servizi e il funzionamento dell'apparato dello Stato non sono un optional per un paese civile e democratico. Al presidente Letta chiedo con forza, se ha ancora il coraggio di bloccare gli stipendi dei dipendenti pubblici, di averne altrettanto per dare un segnale di equità al Paese riducendo gli stipendi dei parlamentari e degli alti burocrati come da molto tempo promesso e mai mantenuto"."E' giunto il momento – avverte Battaglia – di rispondere a questa classe politica e a questo governo non più col senso di responsabilità fino ad oggi dimostrato dalla Confsal-Unsa ma sfidandoli su quel poco di consenso popolare di cui ancora godono. Per questo, questa organizzazione sindacale fin dalla prossima settimana inizierà un lungo percorso assembleare e di mobilitazione nazionale che porterà, durante la discussione della legge di stabilità, a una manifestazione eclatante e anche allo sciopero dei dipendenti delle amministrazioni centrali qualora le istanze dei lavoratori e del sindacato non venissero accolte".