Roma, 17 ott. (Labitalia) – "Una manovra poco coraggiosa" e che rischia di disperdersi in interventi inefficaci. Meglio sarebbe "concentrare le poche risorse che abbiamo (e che dovremmmo recuperare in misura maggiore da una spending review mirata) su politiche che facciano ripartire i consumi e diano alle imprese la possibilita di avere fiducia nel futuro prossimo: se non facciamo questo non c'è nuova occupazione, non c'è ripresa non c'è ricchezza che possa finanziare il nostro welfare". Così il presidente di Federmanager, Giorgio Ambrogioni, esprime con Labitalia una prima valutazione dei provvedimenti annunciati dal governo nella legge di stabilità. La prima cosa che non va, spiega il presidente della federazione che rappresenta dirigenti, quadri apicali e professional dell'industria, è quanto è stato previsto per il cuneo fiscale. "Su questo bisognava fare molto di più -commenta Ambrogioni- per lavoratori e imprese, recuperando risorse dai tanti, mille rivoli di spesa pubblica improduttiva che non vengono aggrediti. Non vediamo una voglia politica di combattere l'evasione fiscale che continua a essere un tarlo pericolosissimo della nostra società, non vediamo una volontà di aggredire i costi della corruzione", denuncia Ambrogioni."Fa impressione leggere che il valore della corruzione nel nostro Paese -avverte- è di 60 mld di euro all'anno, più della metà dell'intera corruzione della comunità europea. Su questi temi si deve fare di più, bisogna recuperare risorse da destinare a una modifica sostanziale delle aliquote fiscali: senza questo non si va da nessuna parte". Certo, ammette il presidente di manager e dirigenti, "le complessità e gli equilibri di una maggioranza abbastanza eterogenea, come quella al governo, non ci sfuggono come non ci sfuggono le difficoltà del Paese, ma nonostante questo ci aspettavamo una manovra oggettivamente più coraggiosa e che incidesse di più sui tanti problemi che questo Paese ha, e che offrisse una prospettiva di medio-lungo periodo". "Il tempo delle medicine omeopatiche -avverte Ambrogioni- è finito: occorrono interventi strutturali e in questa manovra oggettivamente non li cogliamo". E siccome, per essere davvero efficace, un intervento sul cuneo fiscale "deve abbattere la pressione di almeno due-tre punti", "se queste sono le uniche risorse possibili -spiega Ambrogioni- (noi speriamo che possano comunque aumentare) allora concentriamole sulle fasce più basse di reddito da lavoro dipendente oppure, ancora meglio, anzichè distribuire un obolo, destiniamo queste risorse a un piano di politiche industriali che possa creare occupazione".Potrebbe essere il caso, propone Ambrogioni, "di un piano per lo sviluppo della banda larga". "Ci sono stime serie -conclude- secondo cui con un piano di questo genere si potrebbero creare dai 200 ai 300 mila posti di lavoro per i giovani. Si può modernizzare il nostro Paese, si può attirare nuovi investimenti e si può dare una spinta alla ripresa del nostro pil".