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L’intelligenza delle cose

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Un vero e proprio percorso, che attraverso il cinema, gli incontri, la presentazione di libri, spinge a parlare e ad affrontare il tema per eccellenza di questo preciso momento storico che stiamo vivendo: il lavoro. Tutto ciò sarà attraversato a Montevarchi a iniziare da lunedì 28 a giovedì 31 ottobre, con una serie di eventi aperti a tutti, giovani, studenti, sindacati, istituzioni, cittadini, partendo da quello che è considerato il più grande spettacolo del mondo moderno, ovvero il cinema, che però rappresenta anche lo specchio in cui la modernità ha saputo guardarsi con maggiore attenzione e comprendersi con maggiore intensità. E’ questa in sintesi l’idea che sta dietro al progetto, realizzato con la collaborazione del Comune di Montevarchi, ovvero di una rassegna cinematografica annuale “L’intelligenza delle cose. Il cinema come strumento di conoscenza della realtà sociale”, la cui seconda edizione è dedicata appunto al lavoro e che vuole proprio valorizzare il cinema come strumento d’indagine sulla realtà, di testimonianza sociale, di documentazione storica.

Si inizia lunedì 28 ottobre alle ore 21.15 alla Multisala Cine 8 con la proiezione del film “Acciaio” di Stefano Mordini, una pellicola che ha avuto un notevole successo, tratta da un romanzo, anch’esso di successo che si svolge nella città di Piombino e nella fabbrica che da sempre rappresenta questa città.

Si continua martedì 29 ottobre quando per tutto il giorno sarà a Montevarchi la Segretaria Nazionale della CGIL Susanna Camusso.
Alle 9 sarà al Liceo Scientifico per un incontro con gli studente sul tema del lavoro durante il quale sarà proiettato il film “Questo mondo è per te” di Francesco Falaschi.
Nel pomeriggio alle 15 la Camusso sarà presente all’Auditorium Comunale di via Marzia alla presentazione del volume “C’ERA UNA VOLTA IL LAVORO. I lavoratori di Toscana sullo schermo del Cinema”, edito da Aska Edizioni, e curato da Stefano Beccastrini e Franco Vigni, entrambi conoscitori attenti della storia della Toscana e del suo cinema e presenti al dibattito.
Il volume tratterà della Toscana agricola narrata dai romanzi (fattisi cinema) di Federico Tozzi e di Mario Pratesi, del primo sviluppo industriale nella Firenze ottocentesca di Pratolini e di Bolognini, dello sviluppo piombinese della siderurgia, delle forme di lavoro in Maremma, dell’affermarsi mitico della Vespa a Pontedera, delle lotte delle operaie tessili narrate da Gillo Pontecorvo, dal dolente travaglio dell’Amiata una volta mineraria e poi sempre più abbandonata a se stessa. E narrerà anche del farsi precario del lavoro e del suo frantumarsi. Del suo diventare per molti aspetti una questione d’immigrazione e, di conseguenza, di scontro cosiddetto razziale. Un viaggio fatto di ansie e di speranze, di delusioni e d’inventiva, di fatica e di lotta, di sudore e di gioia.
Alle 16.30 saranno proiettati alcuni cortometraggi “Il lavoro in Valdarno” realizzati dall’Associazione Macma e alle 17.30 si potrà assistere alla proiezione del film “Metello” di Mauro Bolognini.

Le iniziative proseguiranno mercoledì 30 ottobre sempre all’Auditorium Comunale alle ore 17.30 con la proiezione del film di Teresa Paoli “Di tessuti e di altre storie” e alle 21.30 con il film di Paolo Virzì “La bella vita”.

Gran finale giovedì 31 ottobre alle 20.45 con la proiezione del film di Gillo Pontecorvo “Giovanna” e a seguire l’esibizione del gruppo Canti Erranti dal titolo “Senza padrone” con musiche, immagini e parole sul lavoro curate da Giampiero Bigazzi, Anna Granata, Sabina Manetti, Enrico Fink, Ruben Chaviano Fabian, Vittorio Catalano, Alro Bigazzi e Marzio Del Testa.

Tutta la rassegna intende mostrare come, nella nostra Regione, il lavoro si sia consolidato, ma anche sia mutato, nel tempo e nello spazio, nei propri legami con la storia e con la geografia. A partire dall’unificazione del Paese, nel 1861, e in maniera differenziata tra i diversi territori della nostra Regione, si è passati dall’agricoltura all’industria, si sono sviluppate forme differenziate di produzione industriale e artigianale, hanno preso vita diversi e molteplici distretti lavorativi, sono nate dure lotte sindacali ma anche inedite collaborazioni produttive tra classe operaia e imprenditoria, insomma si sia dispiegata l’intera, oggi in crisi ma anche tuttora ricca del proprio passato glorioso, vicenda epocale della nostra Regione e della sua classe lavorativa, quella che ha garantito il tuttora solido, nonostante tutto, assetto democratico toscano.