Home Attualità L’ambiente al vertice: non esiste economia senza natura

L’ambiente al vertice: non esiste economia senza natura

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La priorità resta l’istanza ambientale, perché solo preservando l’ambiente ne deriva la possibilità di una proposta economica seria sia per il settore turistico, forestale e agricolo. Questo in sintesi quanto è emerso nel tavolo di lavoro di Badia Prataglia lo scorso venerdì 8 novembre nell’evento “L’Appennino che verrà”.

I nostri territori hanno le condizioni per fare prodotti di eccellenza, condizioni che devono essere mantenute attraverso un’alta e costante considerazione e sensibilizzazione verso il problema ambientale, che deve avere la precedenza tra gli amministratori e i residenti.

I tre temi chiave che sono stati affrontati sono quelli dell'economia, dell'energia e della relazione tra natura e produzione agricola. La riflessione sul fare economia nelle aree degli Appennini a più alta vocazione naturalistica deve partire dalla considerazione di tutti quelli che hanno avuto la costanza e la caparbietà per rimanere e presidiare fino ad oggi un territorio.

Ampliando ancora lo sguardo occorre un'assunzione di responsabilità collettiva: se da un lato i gestori e i residenti devono occuparsi del territorio in sé, dall'altro le zone di valle e le pianure devono riconoscere il beneficio di cui anche loro godono in virtù un Appennino economicamente sano.

Si è poi parlato dei parchi e del ruolo che rivestono, essi hanno uno strumento potenzialmente adeguato per lo sviluppo delle economie locali, a partire certamente dal turismo sostenibile, ma senza dimenticare che questo ha bisogno di servizi, di agricoltura e di infrastrutture. Per questo un atteggiamento di mera e poco lungimirante conservazione può risultare controproducente sia dal punto di vista economico che da quello degli equilibri ambientali e sociali. I parchi devono volgersi ad una nuova cultura, anche grazie a una coraggiosa modifica della legge quadro che li equipari ad un bene comune. Devono fare meno burocrazia e più formazione, svecchiare la loro organizzazione del lavoro e quella amministrativa, diventare modelli e laboratori di sviluppo per tutto il territorio non solo per quello di loro competenza.

Un esempio di buona pratica e a sostegno di quanto emerso è quella del Consorzio delle Comunalie di Borgotaro (Pr) che nelle proprietà collettive ad uso civico ha creato un'economia che ruota attorno alla raccolta dei funghi (Igp). Per preservare questa produzione spontanea si fanno interventi di gestione del microclima attraverso tagli di ringiovanimento e diradamento. Il materiale legnoso ricavato da questi interventi viene utilizzato per la produzione di cippato che viene venduto in ragione della sua resa energetica, quindi ad un prezzo più alto rispetto alla vendita a peso. Il risultato di queste economie collegate tra loro si calcola in un milione di euro annui sulla base di 100 mila presenze che vanno comunque ad influire sulle attività di ricezione turistica per i permessi di raccolta funghi e in 70 mila euro annui per la vendita del cippato.

Il Presidente del Parco Nazionale, Luca Santini, ha ribadito “ la presenza di un’area protetta sta proprio a tutelare l’uguaglianza dei cittadini di fronte a temi prioritari quali la qualità delle risorse naturali e in generali dei beni comuni. Occorre fare sinergia tra i vari attori pubblici e privati per arrivare a valorizzare quello che è stato fino ad oggi, la tutela ambientale ci ha lasciato un territorio di grande valore, con le attività eco-compatibili che possono portare allo sviluppo economico delle popolazioni residenti”