Roma, 15 nov. (Adnkronos Salute) – Aumenta in Europa la resistenza batterica agli antibioltici, un fenomeno che 'spunta' le uniche armi a nostra disposizione contro le infezioni. E l'Italia è tra i Paesi del Vecchio continente con i livelli più elevati di resistenza a questi medicinali. Sono i dati resi noto dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), provenienti dall?Europa e forniti dalla sorveglianza EARS-Net . La fotografia che ne emerge è poco confortante: nel giro di 4 anni è aumentata notevolmente la resistenza in due specie di batteri sotto sorveglianza: Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Un quadro- sottolinea l'Iss – che mostra la necessità di tenere alta la guardia su fenomeno, anche attraverso la Giornata degli antibiotici, un?iniziativa europea per la salute dei cittadini promossa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) di Stoccolma che si tiene ogni anno intorno al 18 novembre. La Giornata è dedicata all?approfondimento del problema della resistenza agli antibiotici e della necessità dell?uso appropriato di questi farmaci per mantenere il più a lungo possibile la loro efficacia nel trattamento delle infezioni. I due 'supebatteri' sotto sorveglianza, per i quali i dati europei confermano la sempre maggiore capacità di resistere ai medicinali – Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae – sono responsabili di infezioni urinarie, sepsi ed altre infezioni nosocomiali, mostrano un aumento nelle percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione, fluorochinoloni ed aminoglicosidi, resistenze che sono spesso combinate tra di loro generando batteri multi-resistenti, causa di infezioni difficilmente trattabili. Negli ultimi anni tra le resistenze si è aggiunta quella ai carbapenemi, antibiotici di ultima risorsa. Una resistenza che può rendere l?infezione praticamente impossibile da trattare.