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Isnet, imprese sociali mantengono buoni livelli occupazionali

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Roma, 10 lug. (Labitalia) – Le imprese sociali, pur risentendo della crisi economica in atto (aumento progressivo delle imprese sociali in difficoltà), continuano a mantenere buoni livelli occupazionali e a investire in innovazione. E' quanto emerge dal rapporto dell'Osservatorio Isnet sulle imprese sociali, presentato oggi a Roma. La quota di imprese sociali con un trend positivo è del 24%, con un trend costante è del 39,7%: in totale, oltre il 64%. Molto alti gli indici di collaborazione con altre organizzazioni (il 70,7% ha avviato nuovi rapporti nel 2012), stabili i rapporti (64%) con gli enti pubblici (Aussl, Cciaa, ecc.), molto basse invece le relazioni con i media (il 60% dichiara di non averne). Rimane alta (88,3%) la percentuale di chi investe in innovazione, intesa come sviluppo nuovi prodotti e servizi, identificazione nuove aree geografiche o categorie di clienti, miglioramento organizzativo e ottimizzazione dei processi. Si conferma la positiva correlazione tra innovazione e performance economica. Il 18,7% ha progettato start up e il 5,7% le ha fondate (+2,4%). Buone le prospettive per l'occupazione: 3 imprese sociali su 4 ritengono che il personale rimarrà invariato o sarà in crescita per l'anno in corso. Il dato più significativo è il costante mutamento nelle relazioni con gli enti locali (Comuni, Regioni, Province): cresce infatti il numero delle organizzazioni che dichiara di non avere rapporti con gli enti locali (+2,4%) e quasi il 40% si si dichiara insoddisfatto della relazione, attribuendo ciò al ritardo dei pagamenti e ai conseguenti problemi di liquidità. Le imprese sociali intensificano la collaborazione con il privato (nel 2008 le imprese sociali che non avevano rapporti con le aziende erano il 40% oggi sono solo il 23%), in linea con lo sviluppo del welfare aziendale. L'associazione Isnet dialoga con una rete di oltre 1.000 imprese sociali in tutta Italia, con l'obiettivo di favorirne crescita, sviluppo e visibilità.Nel 2007, ha dato vita all'Osservatorio Isnet per monitorare l'andamento delle imprese sociali, in relazione alla loro capacità di interagire con tutte le categorie di stakeholders e osservarne la capacità di governare le dinamiche dei mercati e di sviluppare progettualità innovative."L'impresa sociale – ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa – è preziosa e va aiutata con risorse dedicate. Si devono potenziare le politiche attive del lavoro e guardare in prospettiva: oggi, soprattutto in raffronto con l'Europa, si investe poco nei servizi e molto nel consumo pubblico. E' paradossale che nei momenti di difficoltà le prime attività ad essere sacrificate siano quelle più utili, come le imprese sociali che offrono buona occupazione e buoni servizi. E' necessaria un'inversione di tendenza perché l'investimento nei servizi premia anche sotto l'aspetto economico". Edoardo Patriarca, membro dell'intergruppo parlamentare sul Terzo settore, ha sottolineato come occorra "intervenire per valorizzare la rete delle imprese sociali che nonostante la crisi generale si caratterizzano per la capacità di innovazione e di tenuta in un panorama difficile". "Mi auguro – ha proseguito Patriarca – che questo governo possa trovare il modo di incentivare chi vuole fare impresa sociale. Con il giusto sostegno anche politico potrebbe diventare una dorsale strategica su cui puntare in termini di ripresa".Temi essenziali sottolineati anche dai responsabili delle imprese sociali presenti (cooperativa sociale Liberamente di Reggio Emilia; coop. Ecoliving impresa sociale di Forlì; consorzio Solco di Catania e coop. Impresa sociale Ruah di Bergamo) che, illustrando le loro buone prassi, hanno fatto alla politica richieste specifiche di sostegno e di presenza: "Sentiamo poco considerato il nostro impegno e le nostre potenzialità di volano occupazionale" hanno dichiarato. "Il dibattito – ha dichiarato Laura Bongiovanni, presidente dell'associazione Isnet e responsabile dell'Osservatorio – è l'inizio di un dialogo con il governo per mettere al centro questo modello d'impresa ad alta intensità occupazionale. I dati dell'Osservatorio raccontano infatti di un'impresa sociale vitale, che, pur risentendo della crisi sistemica al pari delle altre organizzazioni, continua a investire in innovazione preservando e creando posti di lavoro".