Civitavecchia (Rm), 10 mag. (Labitalia) – Tecnologie e innovazione sempre più al servizio delle 'autostrade del mare' nel Mediterraneo. Questo il tema che oggi è stato al centro, a Civitavecchia, nella sede dell'Autorità portuale, della conferenza internazionale congiunta 'Quale futuro per i sistemi portuali dell'area mediterranea?', coordinata e promossa dalla Regione Lazio nell'ambito del programma 'Med' dell'Unione europea, che ha co-finanziato due progetti strategici, 'Futuremed' e 'Mednet', centrati sull'incremento e il miglioramento dei collegamenti commerciali marittimi nell'area mediterranea. "Noi abbiamo partecipato a questa iniziativa come co-protagonisti -spiega a Labitalia Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, che è partner del progetto- perché, come unico network portuale regionale del sistema Paese, pensiamo che sia importante badare non solo ai confini italiani ma pensare anche in termini europeisti"."E' chiaro – sottolinea – che tutti i progetti come 'Futuremed', che facilitano e che comunque mettono in campo delle azioni per rinnovare la competitività degli scali, soprattutto quelli italiani, vengono visti da noi con grande favore. Quindi, con piacere abbiamo partecipato a questa iniziativa, che tende con nuove tecnologie a migliorare le vie di comunicazione tra scali e porti, e a facilitare gli scambi commerciali. E' chiaro che la nostra partecipazione -aggiunge- rientra in un raggio più ampio di azione". Un raggio d'azione che nel 2012 ha visto il porto di Civitavecchia toccare l'incremento del 20% del prodotto lordo e di oltre il 16% dell'occupazione. E che spinge a guardare verso obiettivi sempre più europei: "Noi stiamo per entrare nel 'Core network', stiamo combattendo questa battaglia che si chiuderà nel giro di 30 giorni -sottolinea Monti- e quindi ci auguriamo che il nostro network, che ha raggiunto nel 2012, con la crescita del 20%, le 20 milioni di tonnellate, possa essere parte integrante di quel corridoio intermodale Helsinki-La Valletta che non può prescindere dai nostri scali".