Home Nazionale Ilo, malattie professionali causa oltre 2 mln vittime ogni anno

Ilo, malattie professionali causa oltre 2 mln vittime ogni anno

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Ginevra, 26 apr. (Labitalia) – L'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha lanciato un appello a favore di una campagna internazionale "urgente ed energica" per contrastare il crescente numero di malattie legate al lavoro che causano la morte di oltre 2 milioni di persone ogni anno. "La vita umana: questo è il prezzo finale pagato a causa delle malattie professionali. Queste malattie impoveriscono i lavoratori e le loro famiglie e hanno ripercussioni su comunità intere che perdono i propri lavoratori più produttivi", ha dichiarato il direttore generale dell'Ilo, Guy Ryder, in un messaggio per la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. "Le malattie professionali – ha detto – riducono la produttività delle imprese e contribuiscono ad aumentare i costi sanitari dello Stato. Inoltre, laddove la protezione sociale è debole o assente, molti lavoratori e le loro famiglie non hanno le cure e il sostegno necessari". Ryder ha sottolineato l'importanza della prevenzione per affrontare le malattie professionali, strumento più efficace e meno costoso delle cure e della riabilitazione. Il direttore ha poi spiegato che l'Ilo si sta adoperando per la creazione di un "nuovo paradigma di prevenzione che comprenda un'azione completa e coerente diretta in modo specifico contro le malattie professionali, e non solo contro gli infortuni". "Affinché la prevenzione sia efficace, un passo fondamentale è quello di riconoscere il quadro normativo fornito dall'Ilo e promuovere la ratifica e l'attuazione delle Convenzioni internazionali", ha aggiunto. Da parte sua, il leader dell'Organizzazione internazionale degli imprenditori (Ioe), Brent Wilton, ha dichiarato: "L'Ilo può guidare uno sforzo concertato e globale per rispondere alle sfide in materia di salute e sicurezza mettendo a disposizione informazioni attraverso un sito web facilmente accessibile dagli attori dei luoghi di lavoro, dai centri di prevenzione e di cura, dalle organizzazioni di datori di lavoro e dai sindacati, nonché dalle autorità competenti per il rispetto della normativa e dagli ispettorati del lavoro. Abbiamo l'opportunità per far in modo che, grazie alla condivisione di esperienze, i paesi siano meglio attrezzati per evitare i comuni rischi legati alla salute e alla sicurezza". Per Sharan Burrow, segretario generale della Confederazione sindacale internazionale (Ituc-Csi), "le nostre società non devono accettare che i lavoratori corrano il rischio di ammalarsi per guadagnarsi da vivere". "E non dobbiamo dimenticare – ha avvertito – che le malattie professionali rappresentano un peso enorme per famiglie e spesa pubblica, un peso che può essere evitato. Mettere a frutto le conoscenze dei lavoratori, sostenuti dai loro sindacati, è fondamentale per prevenire i decessi e le malattie. La protezione deve essere intensificata, anche attraverso il rispetto del diritto dei lavoratori alla rappresentanza sindacale, nonché attraverso la legislazione nazionale e l'attuazione delle norme e delle indicazioni dell'Ilo". Secondo il Rapporto dell'Ilo 'La prevenzione delle malattie professionali', pubblicato in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile, nonostante le malattie professionali uccidano 6 volte di più degli incidenti sul lavoro, esse vengono ampiamente sottovalutate. Su 2,34 milioni di decessi l'anno legati al lavoro, la maggioranza – circa 2,02 milioni – sarebbero causati da malattie professionali, pari a una media giornaliera di 5.500 morti. Inoltre, secondo le stime dell'Ilo, ogni anno sarebbero 160 milioni i casi di malattie professionali non mortali.I cambiamenti tecnologici e sociali, insieme alle mutate condizioni economiche globali, stanno aggravando i pericoli esistenti per la salute, mentre si profilano nuovi rischi. Le malattie professionali più conosciute, come la pneumoconiosi e quelle legate all'amianto, continuano ad essere molto diffuse, mentre altre malattie relativamente nuove, come i disturbi mentali e muscolo-scheletrici, sono in aumento. Le malattie professionali rappresentano dei costi enormi, per i lavoratori e le loro famiglie, ma anche per lo sviluppo socio-economico. Secondo una stima dell'Ilo, gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali causano una perdita del 4% del Pil ogni anno, ovvero circa 2.800 miliardi di dollari americani, in costi diretti e indiretti determinati da malattie e infortuni sul lavoro.
Per questo, sostiene l'Ilo, disporre di dati affidabili è fondamentale in quanto costituiscono la base per una strategia di prevenzione efficace. Inoltre, a livello globale, più della metà di tutti i paesi non forniscono statistiche sulle malattie professionali. Solo pochi paesi raccolgono dati disaggregati per sesso. Questo rende difficile non solo l'identificazione di incidenti e malattie professionali che interessano donne e uomini, ma ostacolano l'elaborazione di strumenti di prevenzione efficaci per tutti. "Ridurre in modo significativo l'incidenza delle malattie professionali non è semplice. Certo, può non essere facile e non avverrà da un giorno all'altro, ma sicuramente è possibile fare dei progressi. Noi dobbiamo dunque fissare, nei nostri rispettivi ambiti di responsabilità, degli obiettivi chiari in materia di salute e sicurezza, dobbiamo stabilire un piano d'azione e, ancora più importante, dobbiamo agire e perseverare finché, tutti insieme, non riusciremo a invertire il corso di questa epidemia e a far progredire realmente questa dimensione del lavoro dignitoso", ha concluso Ryder.