Home Nazionale i-Paint, in un brand storia di impresa nata all’università

i-Paint, in un brand storia di impresa nata all’università

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Roma, 13 ago. (Labitalia) – Non è la Silicon Valley e non siamo in un garage. La storia di i-Paint inizia tra le mura della Facoltà romana di Architettura, frequentata da tre studenti con tante idee e una passione comune: il Graphic & Industrial design. E' il 2010: Andrea Moscetti, Mauro Bianchi e Matteo Servili, come milioni di studenti universitari italiani, si trovano a fare i conti con un futuro incerto e l'ansia di trovare un'occupazione dopo anni di studio. I tre amici, poco più che ventenni, si incontrano anche fuori dalle aule universitarie per discutere di sogni e aspirazioni e per ragionare su un'idea originale da realizzare insieme. Nasce così la voglia di creare un prodotto innovativo che possa fondere arte e funzionalità, celebrando lo stile e l'estetica del made in Italy in un mondo in continua evoluzione: la telefonia mobile. i-Paint racchiude, quindi, la storia di un giovanissimo gruppo che ha deciso di seguire il proprio istinto creativo e svincolarsi dal tradizionale percorso legato al conseguimento del cosiddetto 'pezzo di carta' e, successivamente, alla ricerca di un cammino professionale. Così, Andrea, Mauro e Matteo la loro strada l'hanno trovata prima di terminare gli studi e si sono impegnati da subito nello sviluppo di accessori e gadget per dispositivi mobili.Il trucco? Come per molte buone idee, è la semplicità: il prodotto che ha inaugurato la produzione i-Paint è la Skin, una pellicola che sfrutta il principio della comune screen protector, ma che ne reinterpreta funzionalità e design. E' stata pensata in diversi colori per rivestire interamente lo smartphone, ricoprendone la parte frontale, posteriore e laterale. Nei mesi successivi alla nascita del brand, i-Paint accresce il suo organico grazie all'ingresso di ingegneri e creativi nel team. Un paradosso, se si pensa che nello stesso periodo il contesto lavorativo del nostro Paese è caratterizzato per lo più da gente che il lavoro lo perde, invece che da nuove assunzioni e aziende che crescono positivamente. Una storia passata, quindi, dall'aula universitaria a una sede operativa nel centro di Roma, senza passare dalla laurea. "All'inizio di questa avventura avevo solo 23 anni – racconta Andrea Moscetti, direttore operativo di i-Paint – e mi trovavo di fronte a un bivio: accettare una proposta di assunzione da un'importante azienda italiana di Ict, continuare gli studi universitari o assecondare il mio desiderio di mettermi in gioco e costruire da solo il mio futuro. Da allora, porto avanti questo progetto messo in piedi grazie alla collaborazioni dei miei amici e compagni di studi. Non ho abbandonato il mio percorso universitario, ma ho sentito che quello era il momento giusto per investire sul mio futuro. So di avere fatto la scelta giusta e i risultati lo dimostrano". Proprio nelle aule ci sono tornati di recente, ma non da studenti. I tre fondatori di i-Paint si recano regolarmente a fare visita agli atenei italiani che spesso li invitano a tenere lezioni per raccontare ai coetanei la loro case history con l'intento di spronarli a credere nelle loro capacità e a sfruttare il potenziale che risiede nelle passioni di ognuno di essi. Oggi, i-Paint è una realtà affermata e, col tempo, ha iniziato a concorrere con i maggiori player di settore grazie a due elementi fondamentali: l'entusiasmo e lo spirito imprenditoriale. Due doti che li accompagneranno all'Ifa 2013 di Berlino, il 6 settembre prossimo, quando Andrea, Mauro e Matteo presenteranno le loro nuove e originali collezioni di accessori per smartphone e tablet."In un momento di crisi e incertezza come quello che sta vivendo il nostro Paese, un'azienda concepita da giovani studenti rappresenta la conferma che se si crede in un'idea e si ha lo spirito giusto per perseguirla, si può andare lontano e riuscire ad affermarsi anche nei periodi più bui", sottolinea. Magari trovando anche il tempo di riprendere in mano i libri e terminare con successo la carriera universitaria: i tre studenti imprenditori sono, infatti, riusciti a racchiudere la loro esperienza in una tesi di laurea che discuteranno il prossimo novembre, ottenendo un titolo accademico che convenzionalmente aprirebbe le porte di un brillante futuro, ma che Andrea, Mauro e Matteo hanno saputo trasformare nel coronamento di un presente già pienamente confermato.