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Giovannini: nuovo Isee passo fondamentale per maggiore equità

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Roma, 3 dic. (Labitalia) – Il nuovo Isee varato dal governo è un "passo fondamentale per maggiore equità e per eventuali introduzioni di ulteriori prestazioni come il sostegno all'inclusione attiva". Lo ha affermato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini al termine del Cdm che ha dato il via libera al nuovo strumento per accedere a diversi servizi dello stato sociale. Tra le novità la riforma dell'Isee introduce la possibilità di aggiornare il proprio stato in caso di cambiamenti della situazione economica. "In una situazione come quella attuale – spiega il ministro – in cui uno perde lavoro o lo trova, non si guarderà solo alla dichiarazione dell'anno precedente ma c'è la possibilità, per chi vede un cambiamento del suo reddito, di adeguare la situazione del nucleo familiare alla situazione corrente nell'Isee in modo più tempestivo e aderente alle reali condizioni delle persone". Inoltre si "cerca di superare il fatto delle famiglie che vivono luoghi diversi per questioni fiscali ma fanno parte di un unico nucleo con nuovi calcoli che tengono conto di questo, evitando l'elusione fiscale". Terzo punto, aggiunge, il nuovo Isee pone particolare attenzione alle "famiglie numerose con attenzione ad affitto e patrimonio immobiliare". Fari poi sulle disabilità, con particolare attenzione per le famiglie con disabili minorenni e anziani non autosufficienti con o senza figli. Il nuovo Isee in sintesi cercherà di valutare "i diversi gradi di disabilità" e "consente una differenziazione sul tipo di servizio richiesto e riordina i servizi verso le famiglie con carichi familiari particolarmente gravosi". La cronaca, ancora in questi giorni, sottolinea ancora Giovannini in una nota diffusa al termine del Cdm, ''è purtroppo testimone di truffe, veri e propri scempi sociali, come certificato dalla Guardia di Finanza che ha registrato nel corso di un controllo su alcune università oltre il 60% di certificazioni false. Con la riforma che abbiamo predisposto -aggiunge- intendiamo non solo disporre di uno strumento più corretto per valutare le condizioni relative tra persone e famiglie con diverse possibilità economiche, ma anche restringere gli spazi all'evasione, ricordando che ogni presunta furberia, in effetti una vera e propria ruberia, toglie un'opportunità a coloro che ne hanno diritto''. Per valutare in modo completo la condizione economica delle famiglie, con l'Isee riformato saranno incrociate le diverse banche dati fiscali e contributive, ridotte le aree dell'autodichiarazione, saranno integrati dati e prestazioni a livello nazionale e locale. Inoltre, la riforma prevede non solo una definizione più ampia del reddito ed un maggior peso della situazione patrimoniale, ma anche una forte attenzione alle famiglie più numerose e alle diverse condizioni di disabilità. ''Questa riforma -conclude Giovannini- rappresenta anche un tassello fondamentale per sviluppare politiche efficaci di contrasto alla povertà, come quelle basate sul Sostegno dell'inclusione sociale attiva (Sia)''.In vigore dal 1998, l'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, rileva il ministero, iniziava a mostrare i segni del tempo. Per questo il Governo si è fortemente impegnato in questi mesi per una sua profonda rivisitazione, realizzata recependo anche le indicazioni arrivate sia dal Parlamento sia dalle parti sociali. Peraltro, la riforma dell'Isee era stata indicata dal documento dei cosiddetti 'saggi del Quirinale' come uno degli obiettivi prioritari del futuro Governo.