Roma, 24 giu. (Labitalia) – ''Ho seguito gli interventi che sono stati fatti dal palco di piazza San Giovanni e devo dire che condivido molte delle cose che sono state dette. Una in particolare: che la crescita occupazionale non si fa con un decreto che cambia le regole del funzionamento del mercato del lavoro''. Così il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervenuto in collegamento telefonico al Festival del lavoro dei consulenti a Fiuggi, sulla manifestazione dei sindacati a Roma. ''Ma certo -conclude- un funzionamento migliore del mercato del lavoro può aiutare a cogliere i refoli di venti della ripresa, e il governo è impegnato in questa direzione"Il varo del decreto sull'occupazione di questa settimana, per Giovannini, ''è un primo passo importante perchè il secondo passo potrà essere fatto una volta che il Consiglio europeo assuma, speriamo, decisioni importanti sulla distribuzione e l'orientamento dei fondi della cosiddetta 'galassia giovani' e anche dei fondi strutturali. In questo senso è un pacchetto che si basa su risorse limitate ma significative e che ha quattro obiettivi fondamentali''. Secondo Giovannini ''il primo obiettivo'' del decreto ''è quello di aumentare l'intensità dal punto di vista occupazionale della ripresa economica che tutti gli organismi internazionali collocano in autunno. Il secondo obiettivo dell'intervento è consentire ai giovani in particolare ma anche a chi è uscito dal mercato del lavoro, o è in una posizione di ammortizzatori sociali, di essere orientato a impieghi sia a tempo determinato ma soprattutto a tempo indeterminato, per evitare che escano dal mercato del lavoro quelle parti di capitale umano di cui il Paese ha bisogno per una ripresa a medio termine''.Per il ministro del Lavoro ''il terzo asse è quello del miglioramento di alcune forme contrattuali. Dopo un anno di funzionamento della legge 92, anche grazie al dialogo che abbiamo instaurato con le parti sociali, e anche appunto con i consulenti del lavoro, abbiamo individuato una serie di aggiustamenti che si possono fare alla legge che da soli naturalmente non producono più occupazione, ma fanno funzionare meglio il mercato del lavoro ed eliminano alcune ingiustizie. La quarta direttrice -conclude- consiste nel fare una serie di interventi dio politica sociale orientata a chi è in difficoltà, in condizione di povertà assoluta''.