Home Nazionale Genova: -10mila assunzioni in un anno, straniero un terzo neo-occupati

Genova: -10mila assunzioni in un anno, straniero un terzo neo-occupati

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Genova, 24 dic. (Labitalia) – Nel corso del 2012, a Genova, secondo i dati diffusi dalla Provincia, si osserva una generale caduta dei movimenti (assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro) registrati dal sistema delle 'comunicazioni obbligatorie', che perdura nei primi mesi del 2013: si contano, infatti, quasi 10.000 assunzioni in meno tra il primo trimestre 2012 e il primo trimestre 2013, così come tra il totale del 2012 e il totale del 2011. Dall'analisi dell'effettivo numero di persone che sono state assunte una o più volte nel corso dell'anno, si scopre che in provincia di Genova 77.147 persone, si sono divise – non equamente – le 148.978 assunzioni (quasi due a testa come nel 2011), con 3/4 delle persone che ne hanno avuto una sola, mentre circa mille ne hanno registrato oltre dieci. Tra le persone che hanno lavorato nel 2012 aumentano sia coloro che hanno come titolo di studio solo la scuola dell'obbligo, sia i laureati, mentre arretrano percentualmente i diplomati: sembra quindi profilarsi una polarizzazione del mercato in base all'istruzione. Si conferma il dato della maggiore scolarità femminile: infatti, le laureate sono il doppio dei laureati e le donne prevalgono anche tra chi ha il diploma. La distribuzione in fasce d'età conferma il sostanziale sbarramento alle assunzioni regolari dei giovanissimi (solo 142 minorenni sono andati a lavorare nel 2012, ancor meno dei 460 del 2011), motivato anche dal progressivo incremento della scolarità, che consiglierebbe il rafforzamento delle politiche di alternanza scuola-lavoro.Il dato della cittadinanza delle persone conferma la forte dinamicità degli stranieri, che ottengono quasi un terzo delle assunzioni, in un quadro di lavori poco stabili che non sembrano modificare significativamente i rapporti nello stock degli occupati. I settori a più alto turn-over anche nel 2012 sono commercio, alberghi e ristoranti e costruzioni, mentre terziario e industria manifatturiera quelli tradizionalmente più stabili. Il maggior numero di assunzioni si registra nel settore alloggio e ristorazione, che totalizza il 22% di tutte le assunzioni, con valori assoluti che tornano al livello del 2008; anche il settore trasporti e comunicazioni aumenta il numero di assunzioni, raggiungendo il 14% del totale. Infine, le altre attività del terziario (attività professionali, di intrattenimento e altre attività), che pure contano 3.000 assunzioni in meno, superano il settore servizi alle imprese e ai privati (comunicazione, immobiliari, agenzie di viaggio, servizi alle imprese), che ne perdono oltre 6.000 rispetto al 2011."E' in atto da tempo anche a Genova – si legge nella nota della Provnicia – il fenomeno della precarizzazione del mercato del lavoro, evidenziata anche dal massiccio ricorso ad ammortizzatori sociali e part-time involontario (in Italia il 9% degli occupati, secondo Eurostat e Cnel, 'Rapporto sul mercato del lavro 2012-2013'). Tuttavia, si individuano segnali in controtendenza, anche determinati dalle nuove norme".In particolare, il lavoro a progetto cede terreno a favore dei contratti a tempo determinato, che aumentano il proprio peso percentuale (60%) e il valore assoluto (+3.006) e delle assunzioni a tempo indeterminato, che aumentano più lievemente (870 unità pari al +3%, rispetto al 2011). La distribuzione settoriale delle assunzioni a tempo indeterminato indica in quale direzione stia andando il mercato del lavoro a Genova, poiché quasi un terzo del totale si concentra nei servizi alle famiglie (7.150 su 23.474, prevalentemente femminili). E la crisi, a Genova, ha determinato un aumento costante degli iscritti ai centri per l'impiego della Provincia nel 2012 e 2013: lo stock al 31 dicembre 2012 è di 50.449 iscritti, ben 1.380 in più rispetto al 2011. Gli iscritti stranieri continuano impetuosamente a crescere, arrivando a rappresentare un quarto dello stock, mentre erano meno di un quinto nel 2011. Tale incremento è pressoché equidistribuito per genere, al contrario di quanto accade nella componente italiana, dove crollano le donne (-1.413) mentre restano sostanzialmente stabili gli uomini (+42).Quanto al flusso, nel 2012 le nuove iscrizioni sono state 32.715 (+2.676 sul 2011), pari a circa due terzi dello stock. L'andamento dei primi nove mesi del 2013 denota un ulteriore aumento, con 26.939 iscrizioni, ben 3.047 in più dello stesso periodo 2012. Nel 2012, per la prima volta, le iscrizioni di diplomati (10.506) superano quelle di chi ha solo l?obbligo scolastico (9.524). Le iscrizioni di stranieri sono state 9.217, distribuite tra 120 nazionalità distinte, i cui pesi sostanzialmente restano quelli dell'anno precedente. Il primato va alla comunità ecuadoriana con 2.586 iscrizioni, a grande distanza seguono romeni (1.009), albanesi (840) e marocchini (796)."Per quanto riguarda il sistema dei servizi erogati, nel 2012 e 2013, i centri per l'impiego della Provincia sono stati sottoposti a sollecitazioni straordinarie: nel 2012, l'impatto dei lavoratori percettori di cig e mobilità in deroga ha determinato una redistribuzione delle risorse, mentre nel 2013 queste si sono drasticamente ridotte per la contrazione della spesa pubblica e per l'incertezza sul futuro delle Province; ciò ha determinato la chiusura del centro per l'impiego del Levante nei primi mesi del 2013", spiega la nota della Provincia. I principali servizi rivolti alle persone hanno l'obiettivo di favorire l'incontro domanda-offerta (servizio Match) o rafforzare l'occupabilità, con un insieme di interventi che parte dal colloquio di orientamento e comprende formazione individualizzata (a voucher), tirocini, seminari collettivi: il 2012 ha probabilmente rappresentato il culmine dell'utilizzo della formazione individualizzata, in coincidenza col massimo impatto sul sistema dei percettori di ammortizzatori in deroga. Sono stati infatti 'staccati', ed effettivamente spesi, 19.962 voucher a 8.091 persone, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Oltre la metà (10.535) sono stati percorsi di autoformazione, dedicati a tali percettori. Nel 2011 erano stati finanziati solo 13.263 voucher a 6.840 persone, per un valore di ca 6 milioni di euro, mentre nel 2013 (al 30 novembre) essi sono solo 5.565 a 3.864 persone, per poco più di 2 milioni di euro."Nonostante tutto, si può affermare che nel 2012 i servizi rivolti ai lavoratori hanno mantenuto una buona copertura, assorbendo anche parte delle risorse dedicate negli anni precedenti al marketing territoriale", afferma la nota della Provincia.I 50.449 iscritti ai centri per l'impiego hanno usufruito di 71.952 servizi, in media 1,43 a testa; uno su nove ha ottenuto un voucher formativo; uno su cinque è stato segnalato ad aziende tramite il servizio Match; uno su sei ha frequentato un seminario e circa tre su cento hanno svolto un tirocinio tutorato dalla Provincia.