Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) – E-cig ai 'raggi x' all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. L'Irccs che ha come direttore scientifico l'oncologo Umberto Veronesi ha promosso uno studio pilota su 65 pazienti che ha coinvolto anche altri ospedali della metropoli – il centro cardiologico Monzino e l'ospedale San Raffaele di Milano – con l'obiettivo di testare l'utilità della sigaretta senza tabacco e senza nicotina in pazienti con tumore o infarto miocardico recente, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni, come elemento aggiuntivo all'attività di counselling normalmente esercitata da personale medico dedicato. Dopo i risultati ottenuti, la decisione di lanciare una ricerca più ampia su 200 pazienti e di mettere in cantiere, in parallelo, uno studio sui ragazzi e l'e-cig, da realizzare arruolando studenti dell'università Statale di Milano. L'ipotesi di una possibile efficacia nei protocolli di disassuefazione dal fumo, spiegano oggi gli esperti dell'Ieo, va sondata, anche in virtù dell'effetto anti-craving (il craving è un desiderio compulsivo) della sigaretta senza tabacco. "I risultati sui 65 pazienti arruolati – spiega Carlo Cipolla, direttore della Divisione di cardiologia dell'Ieo – mostrano che dopo 6 mesi chi usa la sigaretta elettronica smette di fumare nel 60% dei casi", praticamente il doppio rispetto al "32% di chi non la utilizza". Anche chi non riesce a smettere riduce drasticamente il numero di sigarette fumate (10 in meno), mentre chi non la usa riduce in maniera inferiore (-6 circa). Il 60% dei pazienti dà un buon giudizio sulla sigaretta senza tabacco e l'80% la giudica un buon modo per ridurre il numero di sigarette fumate. Sulla base di questi dati riteniamo che sarebbe delittuoso non continuare a studiare uno dei pochissimi mezzi che abbiamo trovato contro il più potente killer conosciuto".Da qui la scelta di lanciare una nuova ricerca, reclutando i 200 volontari "fra i partecipanti al nostro programma di screening del tumore del polmone (Cosmos): in totale, ad oggi, 11.200 forti fumatori di più di 50 anni", spiega Giulia Veronesi, direttore dell'Unità prevenzione e diagnosi precoce del tumore del polmone". I 200 fumatori saranno seguiti per 6 mesi, valutati dopo un anno e poi monitorati a lungo termine fino a 5 anni (durata di Cosmos). "Fino ad ora – riferisce l'esperta – abbiamo osservato che il fatto di partecipare a un programma di screening ha un impatto ancora lieve sulla disassuefazione: il tasso di sospensione del fumo è dell'8% in 5 anni".