Nella giornata di ieri il Nucleo operativo speciale di Arezzo del Corpo Forestale dello Stato nell’ambito dell’operazione “Vesper” per il contrasto al traffico illecito dei rifiuti, durante un servizio di polizia stradale
eseguito nel Comune di Bucine, ha intercettato un furgone in transito che, alla vista della pattuglia, ha invertito la marcia portandosi in un tratto fiancheggiato da case all’interno del centro abitato. Ivi giunto ha abbandonato il veicolo tentando di nascondersi fra le case, ma è stato raggiunto dagli Agenti del
Nos che lo hanno subito riconosciuto per essere già noto alle forze dell’ordine per recentissimi precedenti per traffico illecito di rifiuti commessi proprio nel Valdarno aretino non più tardi di qualche giorno fa.
Alla vista dei forestali e trovatosi di fronte alla richiesta di aprire il vano merci del proprio furgone, l’uomo non ne ha voluto sapere iniziando a lanciarsi di testa contro il proprio veicolo e contro un palo della
segnaletica stradale spogliandosi e rotolandosi a terra. Temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare il Nos ha chiesto l’ausilio del Comando Stazione dei Carabinieri di Bucine che, giunti tempestivamente sul posto, prestavano la loro collaborazione riportando la situazione sotto controllo, consentendo così la prosecuzione congiunta degli accertamenti senza ulteriori azioni di disturbo.
All’interno del furgone venivano rinvenuti rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da grondaie di rame, matalli misti intrisi d’olio, apparecchiature elettriche ed elettroniche, fornelli da cucina, caldaie e
altro materiale in metalli misti.
Il carico risultava sprovvisto di qualsiasi supporto documentale che ne attestasse la loro tracciabilità e l’uomo non sapeva dimostrare la provenienza e la riconducibilità di quel materiale.
Forestale e Carabinieri procedevano quindi ad ulteriori verifiche attraverso le quali veniva accertato che il Marocchino, titolare di una ditta edile, era autorizzato dall’albo gestori ambientali a trasportare solo rifiuti non
pericolosi in conto proprio provenienti dalla propria attività edile, mentre nel caso di specie non solo non era autorizzato a trasportare in conto terzi, ma quei rifiuti che effettivamente si trovavano a bordo del proprio furgone non erano nell’elenco di quelli espressamente autorizzati. Inoltre non vi era alcuna riconducibilità degli stessi ad alcuno dei cantieri del Marocchino.
Per questo, il carico veniva immediatamente sottoposto a sequestro penale con affidamento alla depositeria giudiziale e l’uomo nuovamente denunciato per gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Adesso rischia l’arresto fino a 2 anni, la confisca del veicolo e una multa fino a 26000 euro.
Da accertamenti emergeva altresì che il veicolo circolava con un fermo fiscale di Equitalia. Per questo gli è stata altresì contestata una sanzione al C.d.S. di oltre 700 euro.
La settimana scorso l’uomo si era già visto portare via due autocarri dal Corpo Forestale perché sorpreso nel centro di Montevarchi a trasportare rifiuti ferrosi senza alcuna autorizzazione, peraltro con veicoli anche questa volta sospesi dalla circolazione.
Senza alcun riferimento al predetto caso, si evidenzia che il mercato illecito dei rifiuti ferrosi, alimenta furti di rame, depredazione delle case in costruzione e furti di varia natura laddove si trovi materiale metallico incustodito in quanto profumatamente pagato dai centri di raccolta.
Basti pensare che una “carretta del ferro” può arrivare a guadagnare fino a 9000 euro netti al mese esentasse.