Riva del Garda (Tn), 17 mag. (Labitalia) – "Abbiamo sempre detto che non si può far pagare l'Imu su fienili e rimesse attrezzi, che sono beni strumentali già tassati nel reddito fondiario di un'impresa e che non producono reddito a se stante, come per esempio un ufficio che può essere affittato e produrre utilità. Non è lì, infatti, che si svolge l'attività principale dell'imprenditore agricolo. A mio avviso, invece, l'Imu può essere mantenuta sui terreni abbandonati, per stimolarne l'uso agricolo". Ad affermarlo a Labitalia è Andrea Sisti, presidente del Conaf (Consiglio dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali), a margine del XV congresso nazionale della categoria, a Riva del Garda (Trento). "Dobbiamo congegnare meglio l'Imu -dice Sisti- quale tassa di scopo che corrisponda al concetto di servizi ecosistemici. Oggi la maggior parte della tassazione è basata sul consumo o sulla produttività. Mentre, per favorire la riqualificazione, la riconversione, la compatibilità ambientale, dobbiamo introdurre meccanismi fiscali che consentano di trovare nel servizio reso alla collettività le utilità ncessarie. Per questo, va fatta una riflessione complessiva su come si gestisce un'azienda agricola e quindi un territorio".