Home Nazionale Fim, Fiom, Uilm, sciopero a oltranza Berco se azienda non riflette

Fim, Fiom, Uilm, sciopero a oltranza Berco se azienda non riflette

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Roma, 2 ago. (Labitalia) – ''La rottura che si e' consumata al tavolo di Berco appare assolutamente incomprensibile e giustificabile''. Lo evidenziano le segretarie nazionali dei sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, che fanno "un ultimo e estremo appello" all'Azienda perche' "si fermi e rifletta sulle conseguenze; in caso contrario reagiranno duramente contro una linea irresponsabile che punta piu' alla difesa delle prerogative del management, che non alla difesa del patrimonio industriale e umano rappresentato dalla Berco''. Sara' "sciopero a oltranza fino alla modifica delle posizioni aziendali", che verra' ratificato nelle assemblee che oggi sono convocate in tutti e 4 gli stabilimenti di Copparo (Fe), Castelfranco Veneto (Tv), Busano canavese (To) e Sasso Morelli (Bo).La Berco, spiegano i sindacati, "ha mantenuto fino all'ultimo minuto la posizione unilaterale assunta al momento della apertura della procedura di mobilita': 611 esuberi che in ogni caso, anche nel caso di ricorso ad un anno di Cigs, se ne dovevano andare e per i quali pretendeva un consenso sindacale. Azzeramento della contrattazione aziendale. Nessuna rotazione. Disponibilita' a erogare incentivi ai volontari e licenziamento di tutti gli altri con la medesima procedura e in costanza di Cassa integrazione in spregio alle leggi e alle normative sulla stessa''.''A nulla sono servite le pressioni sulla multinazionale ThyssenKrupp controllante il gruppo Berco da parte del Governo italiano per il tramite di quello tedesco; a nulla e' servito il lavoro paziente e competente del Ministero del lavoro e dello Sviluppo economico ai suoi massimi livelli, insieme al Presidente della Regione Emilia-Romagna e alle altre Istituzioni locali; a nulla infine e' servito l'estremo e sofferto tentativo delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm che hanno proposto un percorso di garanzia per l'Azienda circa la gestione degli esuberi e un intervento significativo anche se non totale sulla contrattazione aziendale''. L'Azienda, in sostanza, "ha rifiutato tutte le proposte e ha pervicacemente seguito la strada della rottura".