Arezzo – Lo scorso 29 marzo 2013 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 22 gennaio 2013, contenente le “Modalità di attuazione delle misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2013”. Tale decreto concede la possibilità ai lavoratori dipendenti di poter applicare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 10% sui premi di produttività aziendali. Il decreto, composto da 3 articoli, per beneficiare della detassazione agevolata rispetto alle versioni precedenti presenta una novità sostanziale, ossia l’incremento da € 30.000 a € 40.000 lordi del limite massimo di reddito (percepito nel 2012). Resta immutato, invece, il valore massimo del premio oggetto della detassazione, fissato in € 2.500 per ciascun dipendente.
Si tratta di un risultato importante, interviene Marco Salvini, segretario generale CISL Arezzo, in quanto con la pubblicazione del decreto si può avviare con le aziende quella contrattazione di secondo livello finalizzata a cogliere l’opportunità della tassazione agevolata che determina più salario netto per i lavoratori ottenibile in un quadro di misure contrattuali orientate alla maggiore competitività delle imprese attraverso la valorizzazione del lavoro.
In una fase di profonda recessione come l’attuale la CISL valuta positivamente l’introduzione di questa misura anche se è ben consapevole che non sarà certo risolutiva, ma è pur sempre un primo segnale per lo sgravio fiscale che va a premiare quelle aziende e quei lavoratori che in un’ottica di collaborazione ed intesa fanno accordi per lo sviluppo e la produttività imprenditoriale.
Nei prossimi mesi il sindacato sarà impegnato nella contrattazione là dove sussistono i requisiti per l’accordo e, arrivato a questo punto, conclude Salvini, cadono tutti gli alibi per ritardare l’applicazione. I “segnali” fiscali per dare inizio alla ripresa ci sono e non c’è tempo da perdere. Anche in provincia di Arezzo i numeri fotografano una realtà allarmante: se il 2012 si è chiuso con 38.000 disoccupati oggi (a marzo del 2013) sono saliti a 48.000 in pratica vi è stato un incremento del 25%. Bisogna correre ai ripari senza se e senza ma.