Cagliari, 20 nov. (Labitalia) – "Le aziende agricole sono state azzerate, centinaia di pecore sono morte, ma fortunatamente la produzione casearia, almeno per ora, non ne ha risentito". Lo dice a Labitalia Simone Cualbu, presidente della Coldiretti di Nuoro-Ogliastra, componente del direttivo del consorzio di Tutela del formaggio Fiore sardo e presidente del consorzio Produttori storici pastori. "Ci siamo mossi subito -racconta- per coinvolgere, via sms, il maggior numero possibile di associati per aiutare gli agricoltori a raggiungere le proprie aziende. La prima cosa da fare, infatti, è di accertarsi dei danni e delle condizioni della propria attività per poi attrezzarsi su come risolvere la situazione. Vogliamo reagire e ci rimbocchiamo le maniche con orgoglio"."Purtroppo -avverte Cualbu- nella maggior parte dei casi è stato trascinato via tutto e i fondi agricoli sono stati devastati. Un altro problema che va ad aggravare la situazione poi è la questione legata alla morte delle pecore"."Centinaia di corpi di animali – fa notare – galleggiano e, al più presto, è necessario provvedere al recupero e alla sepoltura, per evitare epidemie che metterebbero a serio rischio la salute sia degli uomini che degli animali sopravvissuti". Simone Cualbu esclude "almeno per ora delle conseguenze sulla produzione di formaggio". "In particolare -sottolinea- il fiore sardo non dovrebbe essere toccato da questa tragedia, anche perchè fortunatamente il maltempo ha investito solo la zona orientale della regione, ovvero quella montana dove non è diffusa la produzione casearia"."Sicuramente – ammette – questa pioggia non ci voleva. La categoria dei pastori, in particolare, già è stata colpita dalla 'lingua blu' che ha quasi messo in ginocchio il settore, con tutta la questione legata alle vaccinazione dei capi e all'erogazione degli indennizzi". "Ma noi sardi -rimarca- non ci perdiamo d'animo e non aspettiamo altro che fare al conta dei danni per ricominciare da zero e rimettere in piedi le attività portate via dall'acqua".(Lab)