Home Nazionale Dall’Asia 7 peperoncini su 10, in Italia produzione insufficiente

Dall’Asia 7 peperoncini su 10, in Italia produzione insufficiente

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Roma, 22 ago. (Labitalia) – E' rosso e, fresco o seccato che sia, pungente, profumato e, naturalmente, piccante. E' il peperoncino, ingrediente immancabile della cucina non solo italiana, ma mediterranea tutta: dal cus cus all''arrabbiata', un piatto non è più lo stesso senza il peperoncino. L'uso del peperoncino, la più 'povera' delle spezie, è antichissimo: dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che era conosciuto in Messico 9.000 anni fa e che già nel 5.500 a.C. era presente in quelle zone come pianta coltivata. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe. Ma prima di quella data si era già diffuso in Asia e Africa. E ora proprio dall'Asia arriva la concorrenza più agguerrita alla produzione italiana. "In Italia circa il 70% dei peperoncini che finiscono sulle nostre tavole e nelle nostre pietanze -spiega a Labitalia Rolando Manfredini, responsabile Qualità della Coldiretti- è importato dai Paesi asiatici. In pratica, 7 peperoncini su 10". Questo perché la produzione italiana, (Calabria, Basilicata, Puglia e Abruzzo le principali zone di provenienza del nostro 'oro rosso'), molto rinomata e molto apprezzata anche all'estero, è insufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. "E' una coltivazione che andrebbe incentivata -aggiunge Manfredini- attraverso anche disposizioni locali e regionali: siamo in un'area mediterranea e tutte le regioni del Centro Sud si prestano ottimamente a questa produzione. Insieme a questo, però, dovrebbe essere creata una sorta di 'doc', di denominazione di origine per il peperoncino che identifichi con certezza la sua provenienza e la sua qualità". Il problema del riconoscimento di una filiera italiana non è solo una questione nominale, ma anche di tutela della salute della consumatore. "Qualche anno fa sono state sequestrate diverse partite di peperoncino o di alimenti con peperoncino proveniente dall'Asia dove è stata riscontrata la presenza di 'Sudan rosso', un colorante tossico e cancerogeno, messo al bando dal ministero della Salute e dalla Commissione europea". Come difendersi dunque? "Intanto è preferibile – consiglia Manfredini- comprare il peperoncino in frutti interi e non già macinato o polverizzato. E cercare di sceglierlo il più possibile a 'KmO', con provenienza da campagne italiane".In mancanza di questo, non rimane che un'alternativa: coltivarlo sul balcone. Le piantine hanno altezza che varia tra i 20 e gli 80 centimetri, foglie alterne, a forma di cuore o lanceolate, fiori bianchi da maggio a settembre, che danno frutti e bacche di varia forma e colori, verde, rossi, viola scuro, a seconda della varietà. Belli, oltre che buoni.