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Cooperative, 9 su 10 non prevedono miglioramenti

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Roma, 7 giu. (Labitalia) – Nove cooperative su 10 non prevedono miglioramenti del quadro macroeconomico del nostro Paese a breve termine e di queste, 4 su 10 attendono, addirittura, un peggioramento. E' questo il risultato dell'indagine congiunturale condotta sulle imprese aderenti a Confcooperative, relativa al primo quadrimestre 2013, e previsionale sul secondo quadrimestre, realizzato dal centro studi Elabora/Confcooperative. L'indagine si è sviluppata su ordini e consumi, credito e liquidità, occupazione, prezzi e previsioni, registrando dati prevalentemente negativi.Per quanto riguarda gli ordini e consumi, si allunga la fase recessiva: "Solo una cooperativa su 10 segnala un aumento della domanda e degli ordini", segnala Confcooperative. "L'export 'tira', ma non è sufficiente a compensare la prolungata depressione della domanda interna. Il volume dei ricavi è aumentato solo per 2 cooperative su 10, peggiora per 3 ed e' stabile per 5 cooperative", sottolinea.Secondo l'indagine poi, la liquidità non accenna a migliorare. "Anzi, peggiora per 3 cooperative su 10, resta negativa, come in passato, per 6, migliora quindi solo per una. E sul fronte del credito bancario le condizioni di offerta sono sempre più rigide e selettive". Nel primo quadrimestre 2013 hanno ripreso vigore le richieste di rientro da parte degli Istituti di credito, mentre lo spread, in rialzo, procede a due velocità: lo denunciano 3 cooperative su 10 al nord e 4 su 10 al sud. L'indagine diretta da Confcooperative sottolinea inoltre che si raffreddano le attese inflazionistiche. Per 8 cooperative su 10, i prezzi di vendita non subiranno sostanziali variazioni nei prossimi mesi. E, secondo le stime, "è maggiore la quota percentuale di cooperative che rivedrà verso il basso i propri listini, peri al il 12,8%, rispetto a quella che, invece, li rivedrà verso l'alto, secondo l'organizzazione il 7,4%". Anche rispetto al lato della fornitura, 8 cooperative su dieci non si aspettano riallineamenti verso l'alto dei costi di approvvigionamento.Sul fronte occupazionale, ancora, "nonostante le notevoli difficoltà e il sovradimensionamento della capacità produttiva segnalato da 1 cooperativa su 3, ben 8 cooperative su 10 resistono e non prevedono di ridurre gli organici nei prossimi mesi", aggiunge l'organizzazione.Necessario quindi "ricostituire la liquidità favorendo nuove misure per la capitalizzazione e per l'accesso al credito, dare velocemente il via al pagamento dei debiti della Pa, e incentivare i consumi riducendo la pressione fiscale". Sono queste le richieste di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, a commento dell'indagine diretta dall'organizzazione.

Articlolo scritto da: Adnkronos