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Contratti precari per oltre 30% medici under 33

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Roma, 26 giu. (Labitalia) – Oltre il 6% dei medici con meno di 40 anni si può definire disoccupato o, meglio, 'gettonista': il contratto di lavoro di questi operatori e' atipico e con soluzione di continuita' tra un impiego e l'altro. Il contratto a tempo e' infatti una consuetudine nelle fasce d'eta' tra i 25 e 33 anni, sia per il settore pubblico sia privato. Oltre il 30% di questi giovani camici bianchi ha infatti un contratto atipico. Per una stabilizzazione bisogna aspettare di avere tra 33 e 40 anni. E' questo lo scenario dalla relazione che il vicepresidente Maurizio Benato, in rappresentanza della Fnomceo, ha tenuto nel corso del convegno 'Mercato del lavoro e previdenza: nuovi strumenti di previsione e programmazione', organizzato dall'Osservatorio del mercato del lavoro delle professioni sanitarie dell'Enpam.La maggioranza di questi lavoratori atipici (57,4%) è impiegata nel settore pubblico, per il 30,36% nella fascia d'età 25 e i 33 anni. Sopra i 40 anni, invece, solo l'1,82% dei medici è assunto con un contratto atipico a tempo determinato, percentuale che sale al 13,41% per i lavori flessibili ma a tempo indeterminato. I contratti atipici sono piu' diffusi al Nord (sono il 26,68%), seguono il Centro (12,43%), il Sud (8,36), mentre le piu' virtuose sono le Isole, con una percentuale del 2,25%. "I dati della ricerca, aggiornati al 7 giugno scorso – spiega Benato – dimostrano come non vi sia, tra i medici, un adeguato ricambio generazionale". E ancora: "Il risultato – sottolinea benato – è sconcertante. L'Italia è l'unico Paese europeo in cui, nel contesto delle tipologie di lavoro atipico, non sono assicurati e salvaguardati i diritti fondamentali del lavoratore, sanciti dallo Statuto dei lavoratori del 1970. Ferie, maternità, malattia, diritti sindacali, e ancora straordinari e contributi pensionistici decorosi, per non parlare delle possibilita' di carriera, non sono infatti neppure menzionati nelle tipologie di lavoro maggiormente utilizzate in ambito sanitario, quali il contratto a tempo determinato e i Co.Co. Pro., nonche' i contratti a partita Iva, quelli dei cosiddetti medici 'gettonisti'.Secondo il vicepresidente Fnomceo occorre perciò trovare "immediate soluzioni nella prossima contrattazione, per facilitare il superamento della precarieta' e atipicita' contrattuale nella dipendenza, oltre a ridurre i tempi di formazione specialistica di un anno per tutte le specialita'. Anche perche' questa incertezza dovuta alla precarietà accompagna il medico anche dopo il periodo di formazione post lauream, che puo' arrivare sino a dieci anni, con i conseguenti ritardi nella stabilizzazione della situazione personale e familiare e con un gap rispetto alle altre realta' europee difficilmente colmabile, non solo in termini anagrafici, ma soprattutto – conclude – in termini di acquisizione delle competenze professionali e previdenziali".